Molteni: «Senza la Lega al governo, Como tornerà un centro migranti»

Nicola Molteni

Da un ministro dell’Interno come Matteo Salvini, politico, leader della Lega, che ha nel Dna la lotta all’immigrazione, a un tecnico, come Luciana Lamorgese, avvocato, già capo di gabinetto al Viminale sia con Alfano sia con Minniti e, nel 2017, prefetto di Milano.

Come cambierà già dalle prossime settimane, all’interno del governo Conte bis, il tema dell’accoglienza e degli sbarchi? Per una zona di confine, come quella di Como, vi potrebbero essere modifiche a breve termine? Fino alla riapertura del centro di via Regina?

«Se qualcuno proverà a smantellare i nostri decreti sicurezza farà un torto ai cittadini italiani», attacca l’onorevole Nicola Molteni, canturino, sottosegretario all’Interno uscente.
«Oggi, orgogliosamente andiamo all’opposizione di un governo nato da un accordo di poltrone, tra sconfitti non legittimati dal popolo – aggiunge Molteni – Sono preoccupato perché nasce il governo più a sinistra degli ultimi anni».

Il Conte bis è un «governo filo immigrazionista – dice Molteni – vista la presenza di Leu (Liberi e Uguali ndr) dove la sicurezza degli italiani non sarà più una priorità. Daremo battaglia in parlamento e nelle piazze se proveranno a trasformare l’Italia e Como in un grande centro di accoglienza per migranti», è il monito lanciato da Molteni, che nel suo mandato ha fatto invece chiudere il centro di via Regina.
«Abbiamo portato i militari a Como, rafforzato gli organici alla frontiera con la Svizzera e nella Questura di Como – dice sempre Molteni – oltre al potenziamento di tutte le caserme dei carabinieri. Sono stati smantellati i centri della droga nei boschi comaschi».

«Io lascio a testa alta, molto orgoglioso del lavoro fatto per il mio Paese e il mio territorio, grazie alla collaborazione di tutte le forze di polizia», aggiunge l’ex sottosegretario leghista.

Molteni ricorda poi i numeri del suo mandato a fianco del ministro Salvini.
«Abbiamo investito in sicurezza come mai nessuno in precedenza in 14 mesi di governo. Oltre 3 miliardi di risorse stanziate in sicurezza e ordine pubblico, 4.500 assunzioni nelle forze di polizia, il taser per le polizie nazionali e locali e oltre 110 milioni per le telecamere per i comuni».
Sul tema degli sbarchi, sempre Molteni ricorda la riduzione dell’80%, la chiusura di oltre 1.700 centri di accoglienza tra cui via Regina. «Si sono dimezzate le domande d’asilo – aggiunge – Cancellati i 35€euro per le cooperative che si sono arricchite con l’immigrazione. L’Italia era il centro di accoglienza d’Europa, con noi gli italiani hanno recuperato dignità e sovranità».

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