Mondiale rally Wrc in Lombardia. Nel progetto le prove speciali lariane

Ott Tanak

Non una boutade, ma una possibilità molto concreta. Il Mondiale rally, il cosiddetto Wrc, potrebbe fare tappa in Lombardia ai primi di dicembre con una gara incentrata sull’Autodromo nazionale di Monza e con prove speciali, oltre che nella pista brianzola, sui percorsi del Nord della regione. E ovviamente, in questo contesto, in pole position, in una fase di valutazione e scelta dei tracciati, vi sono le strade della provincia di Como.
L’Aci nazionale già organizza il rally iridato in Sardegna, che è in calendario dall’8 all’11 ottobre. Ma la Federazione internazionale e il promoter della serie hanno chiesto all’Italia la disponibilità a proporre una nuova manifestazione. Del resto il nostro Paese – che spesso viene ingiustamente bistrattato – è stato l’unico ad avere tre Gran Premio di Formula 1 (Monza, Mugello e Imola) in questo difficile 2020. Ha già mostrato affidabilità e una grande capacità organizzativa a fronte di rinunce di altri Stati che spesso vengono visti, anche da qui, come un modello.
La Germania, ad esempio ha rinunciato proprio alla sua prova iridata rallistica, la Svizzera – ampliando il raggio – ha detto no ai Mondiali di ciclismo che non a caso saranno ospitati a Imola.
In concreto, Aci Italia, con il suo presidente Angelo Sticchi Damiani, ha dato la sua disponibilità a ospitare un ulteriore evento del Wrc sul territorio nazionale. Il tutto, è bene sottolinearlo, è in fase di valutazione sia dal punto di vista della sostenibilità economica, sia per quanto riguarda la logistica della manifestazione.
Il progetto allo studio prevederebbe, come detto, la centralità dell’Autodromo di Monza, che sarebbe la base della competizione, con una serie di prove speciali disegnate in pista. A queste si aggiungerebbero tratti cronometrati nel Nord della regione con il Lario quale ideale scenario per una serie di validi motivi.
Il primo è quello della vicinanza con l’autodromo, quindi con trasferimenti non troppo lunghi, decisamente funzionali nel contesto di un evento così importante.
Ovviamente la qualità dei tracciati ha la sua rilevanza, con prove speciali come “Val Cavargna” e “Sormano” che ben si presterebbero per le loro caratteristiche al confronto tra i più forti piloti del mondo (nella foto il campione iridato 2019 Ott Tanak).
Altro aspetto da non sottovalutare, quello dei paesaggi. Nel Mondiale Rally contano molto i luoghi, gli sfondi, i posti prestigiosi, per un discorso di promozione e di visibilità per gli sponsor: come nel caso del Giro di Lombardia di ciclismo, il nostro territorio garantirebbe panorami e immagini molto “vendibili”.
Ulteriore fattore, Como, attraverso l’organizzazione del suo Aci, a livello locale ha già mostrato capacità organizzative che potrebbero essere “prestate” alla kermesse iridata.
Peraltro già qualche anno fa il territorio del Comasco era stato destinato a ospitare prove speciali del Mondiale Rally. Quando nel 2003 era stato deciso di togliere il “Sanremo” dalla serie iridata, si era fatta avanti la Svizzera – che all’epoca aveva suoi uomini nei posti di comando della Federazione mondiale – con l’idea di un rally su asfalto disegnato tra Canton Ticino, il Lario, il Varesotto e la Valtellina. Soluzione che era stata valutata dalla Fia e che era stata anche apprezzata; ma la scelta fu di lasciare all’Italia e al suo Aci la prova iridata e l’opzione migliore fu ritenuta quella della Sardegna con i suoi tratti cronometrati su terra. Ora, dopo oltre un decennio, quello che pareva un sogno può diventare realtà.

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