Monete romane, firmato l’accordo con la Soprintendenza. In mostra dal 2021

monete d'oro di como

Stamattina a Milano nella sede della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Como, Lecco, Monza Brianza, Pavia, Sondrio e Varese, il sindaco di Como Mario Landriscina e il Soprintendente, architetto Giuseppe Stolfi, hanno sottoscritto l’accordo di valorizzazione relativo al “Tesoro di Como”. Ufficializzata, quindi, la volontà di entrambi gli enti di collaborare, ciascuno per le proprie competenze e risorse, per esporre parte dei reperti ritrovati durante i lavori all’ex teatro Cressoni in via Diaz. Nell’accordo si prevede che come sede espositiva è stato scelto lo spazio della ex chiesa delle Orfanelle presso il Museo Giovio, dove sono già conservate importanti collezioni archeologiche provenienti dal territorio. L’allestimento del Tesoro è previsto per l’anno prossimo.
Con l’accordo la Soprintendenza formalizza l’impegno a occuparsi della redazione del progetto scientifico museologico, fornendo indicazioni in merito alla sequenza con cui dovranno essere esposti i reperti, ai contenuti degli apparati didattici multimediali e tradizionali, alle specifiche tecniche delle vetrine o contenitori per la corretta esposizione e conservazione dei reperti.
Il Comune si occuperà dell’affidamento d’incarico di progettazione del nuovo allestimento, che dovrà avere un carattere multimediale e innovativo, e della successiva della gestione, sicurezza, conservazione e manutenzione dei reperti.

Tra gli impegni condivisi quello di ricercare e incoraggiare ogni possibile forma di collaborazione con soggetti pubblici e privati per reperire fondi destinati alla valorizzazione dei reperti e agli interventi conservativi della ex chiesa delle Orfanelle. Saranno poi concordati momenti e modalità di presentazione pubblica del patrimonio e delle attività che saranno proposte. Il Comune fa sapere che è in corso “la procedura di individuazione dei tecnici professionisti a cui sarà affidato l’incarico di progettazione per il rispetto delle norme antincendio dell’edificio, compatibilmente con le risorse disponibili, che rappresenta l’inizio del processo di recupero e valorizzazione dell’intero museo”.

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