Monti: «Il vero monumento di Como è il suo lago»

Dibattito acceso sull’opera
(f.bar.) L’opera dell’archistar Daniel Libeskind deve ancora essere svelata, ma in città se ne parla molto. Soprattutto tra architetti, politici e giornalisti.
In fondo alla diga foranea – luogo prescelto per l’installazione – non è comparso ancora nulla, ma la scultura, fortemente voluta in vista di Expo 2015, sembra già essere parte del panorama lacustre, almeno a sentire i commenti sul piano promosso dall’associazione “Amici Di Como”.
E così, dopo la lettera di un gruppo di architetti e uomini di cultura di Como – che ha bocciato l’idea e l’ubicazione – e l’invito di Palazzo Cernezzi ad aprire il dialogo, ieri è arrivata la difesa a oltranza dell’assessore all’urbanistica Lorenzo Spallino. Palla al centro, dunque, e nuovo round. «Condivido le parole dell’assessore Spallino, ha capito lo spirito e l’idea del progetto – dice Daniele Brunati, coordinatore di “Amici di Como” – Personalmente non posso che rinviare tutti alla conferenza stampa di presentazione che stiamo organizzando per fine mese. Allora faremo tutte le nostre considerazioni e, ovviamente, discuteremo del progetto». Intanto torna a parlare uno dei firmatari della lettera dubbiosa sull’iniziativa.
«Lo ripeto, è il luogo che non ci convince. Non abbiamo visto l’opera – dice Angelo Monti, in passato presidente degli architetti comaschi – Ma bisogna ribaltare la concezione del paesaggio. Dobbiamo fare un’analisi di geografia urbana. Dobbiamo capire come il monumento, in questo contesto, sia il primo bacino del lago. Soltanto come comprimari possono essere inseriti i monumenti. In questo caso, dunque, la scultura di Libeskind dev’essere un elemento utile a delimitare lo scenario del lago e non può essere collocato in mezzo al lago».
Tra i firmatari anche Piercesare Bordoli, presidente della Famiglia Comasca.
«Ribadisco: non ci soddisfa il luogo. Perché non ipotizzare, ad esempio, Villa Olmo?», dice Bordoli. Intanto su Facebook è nato un gruppo a favore dell’architetto Libeskind che conta già un centinaio di adesioni da parte di comaschi.

Nella foto:
È polemica aspra sul monumento alla luce da installare a Como

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