Morta dopo la caduta in bici: «Giusto che il Sant’Anna risarcisca i parenti»

L'ospedale Sant'Anna di San Fermo
L'ospedale Sant'Anna di San Fermo
L’ospedale Sant’Anna di San Fermo

Sentenza confermata anche in Appello. Il procedimento civile nato da un drammatico fatto di cronaca del 2009, si è concluso davanti ai giudici di secondo grado che hanno respinto il ricorso dell’ospedale Sant’Anna che era stato condannato a pagare 500 mila euro per il decesso di una paziente in seguito ad una embolia.

La vittima, una signora di 61 anni di San Fermo, mentre era in vacanza a Favignana cadde in bicicletta. Era il settembre del 2009. Fu ricoverata e operata per una frattura a un braccio in due ospedali diversi, a Trapani e al Sant’Anna. Sulla vicenda era anche stato aperto un fascicolo penale per omicidio colposo, ma per i medici iscritti nel registro degli indagati fu chiesta l’archiviazione.

Ma la parola fine non fu scritta quel giorno. Perché i parenti della vittima, proseguirono la battaglia in sede civile chiamando in causa il Sant’Anna. E il giudice di Como Barbara Cao gli diede ragione, condannando l’Azienda ospedaliera al risarcimento del danno quantificato in circa mezzo milione di euro, 170 mila euro al marito della signora, 163.990 a testa ai due figli.

Sentenza che è stata impugnata di fronte all’Appello di Milano che tuttavia ha dato ragione nuovamente ai famigliari della vittima. Secondo i magistrati meneghini i rilievi mossi dall’ospedale non terrebbero in considerazioni quelle che erano state le consulenze medico legali svolte nel processo penale.

M.Pv.

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