Museo del Ghisallo, l’incognita della riapertura a fine marzo

alt Apprensione tra gli appassionati delle due ruote
Conti in rosso per la struttura dedicata al ciclismo: le porte potrebbero rimanere chiuse

(m.mos.) Non è una chiusura invernale come le altre quella del Museo del Ciclismo al Ghisallo. Perché in teoria la riapertura è fissata per la fine di marzo, ma in pratica non si sa se ci sarà un lieto fine e quindi se gli appassionati di ciclismo potranno di nuovo tornare a visitare la struttura. La vicenda è nota. I costi pesanti da sostenere per fare vivere la struttura hanno portato a questa situazione. Il Museo che il grande Fiorenzo Magni – scomparso il 19 ottobre del 2012 – volle più

di tutti è in seria difficoltà.
Una situazione, quella dei conti in rosso, che si conosceva da tempo, ma che è esplosa prepotentemente lo scorso autunno.
Come sempre in questi casi c’è stata mobilitazione, in tanti che si sono detti disponibili ad aiutare, i politici che hanno manifestato l’intenzione di fare di tutto per evitare che a fine marzo le porte rimangano chiuse. Due assessori regionali, Antonio Rossi e Cristina Cappellini – per fare soltanto un esempio – nei giorni “caldi” in cui emerse questa vicenda sono anche saliti di persona sul colle di Magreglio per far capire che rispetto a questa vicenda c’è grande attenzione da parte della giunta lombarda.
L’ultima notizia sulla vicenda riguarda i licenziamenti dei tre dipendenti del Museo del Ciclismo ai primi di gennaio. I provvedimenti, che riguardano il custode e gli impiegati, hanno fatto seguito allo scadere dei termini della precedente cassa integrazione.
La speranza è che in queste giornate, in cui in apparenza tutto tace, ci sia in realtà un lavoro concreto da parte di chi tiene a questa struttura, per far sì che riapra. Altrimenti ci sarebbe l’ennesima occasione persa per il nostro territorio.

Nella foto:
Un riferimento
Il Museo del Ciclismo del Ghisallo è stato inaugurato nel mese di ottobre del 2006 e contiene, tra l’altro, una serie di cimeli dello sport delle due ruote che negli anni sono stati regalati al Santuario di Magreglio

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