Nasce la Commissione sicurezza e la maggioranza mostra crepe sempre più nette

Una veduta di Palazzo Cernezzi

Nasce, dopo infinite polemiche, la Commissione sicurezza. Decisivi i voti dell’insolito asse Forza Italia – centrosinistra. È questa la conclusione paradossale di una vicenda ancor più surreale che per mesi ha spaccato la maggioranza. Vicenda che, alla fine, ha visto sfilarsi, attraverso un prevedibile astensionismo, proprio Fratelli d’Italia, partito che aveva proposto l’idea di cui si era fatto promotore il consigliere Sergio De Santis, assente lunedì in aula. La creazione del nuovo organismo è stata approvata con il minimo dei voti necessari, 17 su 33 totali (sindaco incluso), contrari Lega e Insieme per Landriscina. Il 2019 dunque, si apre così come si era chiuso l’anno passato, ovvero con delle “nuove” divisione nel centrodestra. Crepe e rumori sinistri che si avvertono nitidamente – nonostante alcune parole di circostanza – dalle prime dichiarazioni. «Sono in ogni caso soddisfatto del risultato raggiunto – dice De Santis – Certo si è pagato un caro prezzo e ci si è dovuti inchinare a giochi di potere e scontri politici che hanno generato un forte rammarico sia per il tempo perduto sia per l’aver ridotto un tema così importante a merce di scambio nei giochi di Palazzo. Noi abbiamo deciso di astenerci per tutelare la maggioranza». Adesso ci sarà anche da giocare la partita della presidenza della commissione. Proprio la possibile designazione di De Santis (ex di Insieme per Landriscina) aveva scatenato nei mesi passati i primi malumori all’interno della Lega e della lista Insieme che non vedevano bene questo nome. Ma è lo stesso De Santis a dire che «francamente proporrei come candidato Vittorio Nessi che da subito si è impegnato a fondo sul tema». Ma proprio da Svolta Civica arrivano parole poco tenere su Fratelli d’Italia. «I giochi di palazzo non sono bastati: la Commissione sicurezza è stata istituita, malgrado il voltafaccia dei Fratelli d’Italia e la contrarietà di sindaco (con la sua lista civica) e Lega. È una buona notizia per la città – dice la nota di Svolta Civica – perché finalmente un organismo specifico potrà occuparsi in maniera seria e analitica del tema, ampio, della sicurezza. Ciò significa che verranno studiati e compresi tutti i fenomeni che attengono questo ambito: dalla legalità al fenomeno delle infiltrazioni mafiose, dalla marginalità quale bacino di pesca per la criminalità al decoro urbano, dalla riqualificazione e il recupero di aree degradate all’affermazione di più elevati livelli di coesione sociale e convivenza civile, passando dal rischio, sempre concreto, di corruzione». E da Forza Italia, i cui voti sono stati decisivi arrivano ulteriori commenti. «Ci credevamo fin dall’inizio e abbiamo votato di conseguenza – dice il capogruppo di Forza Italia Enrico Cenetiempo – Adesso bisognerà scegliere personaggi all’altezza dell’incarico senza guardare la colorazione politica». Delusa Patrizia Maesani, consigliere di Fratelli d’Italia. «È stata scritta una brutta pagina della politica. Quando è scoppiata la crisi in maggioranza in Comune, parte della giunta ci ha chiesto di fare un passo indietro e il partito per senso di responsabilità e per il bene della città ha accettato. Sicuramente per noi è stato un grande sacrificio ma abbiamo preferito avere senso di responsabilità». Il Pd critica duramente quanto accaduto. «Una proposta di buon senso che la Lega ha bocciato spaccando la maggioranza – dicono i consiglieri Fanetti, Lissi e Guarisco – Parlano tanto di sicurezza eppure hanno contrastato questa commissione e in concreto a Como non hanno realizzato niente di niente per la città e i suoi cittadini. La maggioranza ha chiuso l’anno tra le diatribe interne e lo riapre con una netta divisione». Sul fronte del “no” alla commissione si è da sempre schierata la Lega. «Le nostre ragioni sono sempre state molto chiare – spiega il capogruppo della Lega a Palazzo Cernezzi, Giampiero Ajani – Per noi è un organismo privo di senso, un doppione di strumenti che già esistono per garantire la sicurezza».

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