«No alle barriere, sì al dialogo». Ecco le regole del nuovo assessore Angela Corengia
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«No alle barriere, sì al dialogo». Ecco le regole del nuovo assessore Angela Corengia

Dialogo. E ascolto. Sono queste le due parole chiave che Angela Corengia, nuovo assessore alle Politiche sociali del Comune di Como, vorrebbe portare con sé dentro la giunta di Palazzo Cernezzi. «Ma soprattutto – dice al Corriere di Como – dentro la città e tra le forze politiche rappresentate in consiglio comunale». Angela Corengia è in carica da due giorni. E ha già iniziato a lavorare su alcuni progetti ereditati da chi l’ha preceduta.
Dottoressa Corengia, perché ha accettato l’incarico di assessore a Como?
«Per amicizia. Ho accettato perché sono grande amica del sindaco Mario Landriscina. All’inizio volevo dirgli di no, ma alla fine mi sono lasciata coinvolgere, forse con la presunzione di poter fare qualcosa di positivo per Como e per i comaschi».
Un’esperienza non del tutto nuova, per lei, visto il suo impegno nel volontariato.
«Fatta così, in una giunta, è sicuramente un’esperienza nuova. È vero d’altronde che sono abbastanza attiva nel volontariato. Posso farlo perché sono in pensione e ho un po’ più di tempo da dedicare agli altri. Peraltro, non sono mai stata una donna da uncinetto».
Da che parte si colloca politicamente?
«Non ho matrici politiche e non mi faccio condizionare dalle ideologie dei partiti. Credo piuttosto che ci sia necessità di maggiore dialogo e di ascolto. Io stessa tento sempre di ascoltare le buone idee pronta a cambiare le mie se le altre sono migliori».
Il sindaco l’ha chiamata in giunta in un momento non particolarmente facile.
«Come ho detto, è un amico che stimo molto, Si è buttato anima e cuore in questa avventura forse pensando di poter ragionare apertamente con tutti. La sua utopia è anche la mia: quella di chi fa politica per affrontare e risolvere i problemi. Una concezione molto diversa da quella di chi cerca il consenso».
Teme di entrare in conflitto con i partiti che sostengono la coalizione?
«No. Siamo nella mischia per fare qualcosa per gli altri. E poi, ripeto, rispondo direttamente al sindaco. Mario sa già come la penso, sono stata molto onesta con lui».
E come la pensa?
«Non mi schiero con chi vuole erigere barriere, che secondo me andrebbero invece cancellate dove possibile. Penso che debba sempre prevalere il dialogo. Mi sto illudendo, forse, ma sono davvero convinta che parlando si riesca a capire quanto numerosi siano i punti di contatto tra chi la pensa apparentemente in modo diverso. Molti più di quanti si pensi».
Anche sulla questione migranti?
«Sì, certo. Mi piacerebbe che lo sguardo verso i migranti fosse diverso. E che si partisse dalla consapevolezza che i diritti sono due: la sicurezza dei cittadini e l’accoglienza di chi ha bisogno».
Ha parlato con chi l’ha preceduta nell’incarico?
«La vedrò la prossima settimana. Con Amelia Locatelli ho sempre avuto un buon rapporto, stavamo lavorando a un progetto comune che spero potrà proseguire. Anzi, le chiederò di occuparsene, se vorrà. La stimo molto e a essere sincera mi dispiace subentrarle perché era la persona giusta per questo incarico. Sono persino un po’ a disagio, ma capisco che quanto accaduto è il riflesso di una politica che entra a gamba tesa anche quando le cose funzionano».

30 Novembre 2018

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Dario Campione

Dario Campione dcampione@corrierecomo.it


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