Nasce la nuova Camera di Commercio. Ma c’è l’incognita della Corte Costituzionale

La Camera di Commercio di Como

Nasce ufficialmente la nuova Camera di Commercio di Como e di Lecco. Ma con l’incognita di un possibile pronunciamento della Consulta che potrebbe cancellare la riforma e, con essa, gli accorpamenti decisi in tutta Italia. Nel giorno in cui il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha firmato il decreto di nomina dei nuovi componenti del consiglio camerale nato dalla fusione degli enti di Como e Lecco, il Tar del Lazio ha dichiarato «rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale» sollevata dalla Camera di Commercio di Pavia in un ricorso contro l’unificazione con Mantova e Cremona.
Spetterà quindi alla Consulta decidere se la legge 124/2015 e il decreto legislativo 219/2016 siano o meno conformi al dettato costituzionale. Nel merito, il Tar del Lazio ha affermato che in una riforma del genere, così importante e con ricadute ampie sul terreno dello sviluppo economico, il governo non si sarebbe dovuto limitare a chiedere alla Conferenza Stato-Regioni un «parere» ma avrebbe dovuto agire «d’intesa» con la stessa.
Altre Regioni – Piemonte ed Emilia Romagna, ad esempio – avevano atteso la sentenza del Tar prima di pubblicare i decreti di nomina delle nuove Camere di Commercio. Sembrava che la stessa cosa volesse fare la Lombardia, ma ieri – coincidenza davvero curiosa – sono arrivate quasi in contemporanea le firme di Fontana e il pronunciamento dei giudici amministrativi.
La notizia della nomina dei componenti del nuovo consiglio camerale è stata data al Tavolo per la competitività dal sottosegretario alla presidenza della Regione, il leghista Fabrizio Turba e confermata dal presidente del consiglio regionale, Alessandro Fermi. Quest’ultimo, ai microfoni di Etv, si è detto «assolutamente soddisfatto di questa fusione. L’operazione riunisce due territori che hanno mille ragioni per stare insieme. Sono convinto che nessuno perderà identità. Piuttosto, si sommano le forze e si aumenta la possibilità per Como e Lecco di lavorare insieme su temi economici come, ad esempio, il turismo, sul quale la divisione certo non aiutava».
Tutti i nomi
L’organismo direttivo del nuovo ente sarà composto da 33 persone, già da tempo individuate dalle categorie di appartenenza. La presidenza della futura Camera di Commercio dovrebbe essere affidata all’ex numero uno di Confartigianato Como, Marco Galimberti.
I nomi dei consiglieri sono scaturiti da due raggruppamenti principali. Il primo, largamente maggioritario, è composto da Confartigianato, Confindustria e Confcommercio di Como e di Lecco e ha indicato: Carlo Anghileri, Gloria Bianchi, Alessandro Bolla, Ilaria Bonacina, Pierluigi Frigerio, Laura Fustinoni, Marco Galimberti, Gaetana Mariani, Antonella Mazzoccato, Antonio Peccati, Francesco Pizzagalli, Raffaella Puricelli, Stefano Poliani, Giuseppe Rasella, Alberto Riva, Daniele Riva, Lorenzo Riva, Giulio Sirtori, Maria Teresa Tagliabue, Mariangela Tentori, Tiberio Tettamanti e Vittorio Tonini. Il secondo, composto da Cna, Compagnia delle Opere, Piccole imprese di Lecco e Confesercenti ha designato: Enrico Benati, Claudio Casartelli, Richard Martini, Marco Mazzone ed Enrico Vavassori.
Del consiglio faranno parte pure il rappresentante della Coldiretti Roberto Magni, il presidente della Bcc Brianza e Laghi Giovanni Pontiggia (per gli istituti di credito), Lele Marinoni in rappresentanza delle cooperative, il segretario della Uil Salvatore Monteduro per i sindacati, la presidente della Confconsumatori Mara Merlo e Antonio Rocca quale espressione dei liberi professionisti.

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