Natale e pandemia, ora tocca a noi

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di Giorgio Civati

Tocca a noi. Per il contrasto al Covid e alle sue tragiche ripercussioni sulla salute di tutti e quindi sulla vita, sull’economia, sulla socialità e sugli affetti, potremmo prendercela con un governo indeciso a tutto, con politici più interessati alla loro cadrega che non al bene comune. Potremmo anche arrabbiarci con scienziati e medici che dicono tutto e il contrario di tutto, forse in buona fede ma probabilmente anche ubriacati da tanta popolarità. Potremmo accusare la Cina o il fato, il complotto internazionale di chissà quali poteri forti e via di questo passo. E probabilmente avremmo molte ragioni. Ma la verità è che dobbiamo guardarci addosso, dentro.

Tocca a noi, in questa fase – forse – di reminiscenza della seconda ondata di morti e malattie tragiche, evitare che ne arrivi un’altra, la terza. A noi, al nostro modo di comportarci compete la gestione anche affettiva oltre che pratica di un Natale comunque assurdo, strano e straniante, ma che non possiamo affrontare con leggerezza, incoscienza, superficialità. Per scavallare un periodo obiettivamente difficile e pericolosissimo, con l’obiettivo di arrivare a un 2021 che inizi almeno un po’ meglio.

Mentre la Lombardia, e quindi Como, sono passati dalla zona rossa a quella arancione, sarebbe facile lasciarsi andare. Altrettanto semplice sarebbe prendersela con quanti dovevano organizzare ospedali, terapie intensive, reti di medici di base attrezzati ed efficienti. Normale sarebbe puntare il dito “contro” tutto e tutti, e in parte lo è. Ma non si risolverebbe un problema che invece è immediato nella sua tragicità: il Covid è ancora una minaccia, è tra noi, può far ammalare e uccidere.

Insomma, l’unica arma a disposizione di tutti, a portata di mano da oggi, domani, per Natale e per le settimane a venire, è una maggiore attenzione alle solite precauzioni: mascherine, distanza di sicurezza, igiene delle mani e delle superfici.

È vero, siamo stanchi, sfiduciati, arrabbiati e spaventati ma le prossime settimane saranno quelle decisive per i mesi a venire; in queste settimane che verranno ci giocheremo l’inizio del prossimo anno e forse anche di più.

Tocca a noi, insomma, a tutti noi fare qualcosa. Che poi, in realtà, salvo quelle tre precauzioni citate, è fare poco, meno del solito, quasi niente.

Smetterla ogni tanto di dare colpe solo agli altri, al sistema che non funziona, alla politica che è fatta di incompetenti, alla burocrazia, a quanti speculano e si arricchiscono con l’emergenza è un primo passo necessario.

Intendiamoci, è tutto vero: il sistema non funziona, la politica è il regno di dilettanti e incompetenti, norme e leggi e regolamenti frenano quando bisognerebbe correre, qualcuno ha imbrogliato e si è arricchito sulla pelle dei malati e addirittura dei morti. Ma tocca a ciascuno di noi, singolarmente, senza scuse e senza indecisioni e in prima persona, fare tutto quanto serve per mantenerci sani e circoscrivere questo virus.

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