’Ndrangheta lariana alla sbarra. Sentenza rinviata tra urla e insulti

Giustizia – La pubblica accusa ha chiesto condanne per quasi 200 anni di carcere
Operazione Infinito: atteso oggi il verdetto. Molti comaschi coinvolti
«La camera di consiglio continua. È possibile che il giudice legga il dispositivo domani alle 17». Possibile, dunque non certo. Slittano, in modo imprevedibile alla vigilia, i tempi della sentenza di primo grado dell’Operazione Infinito, che vede alla sbarra 119 imputati che, secondo l’accusa, sarebbero i componenti delle “locali” di ’ndrangheta presenti in Lombardia. Un folto numero di detenuti tra cui figurano anche i presunti aderenti alle cellule attive sul nostro territorio,

a Erba, Mariano Comense e Canzo. Una conclusione inattesa, quella giunta ieri sera, che testimonia la difficoltà di prendere una decisione anche e soprattutto per l’elevato numero di persone arrestate. Ricordiamo che, solo per i comaschi coinvolti nel processo – in quanto residenti in provincia oppure attivi nelle “nostre” locali – la pubblica accusa aveva chiesto condanne per una somma vicina ai 200 anni di carcere, 184 e quattro mesi per la precisione.
Invece, come detto, tutto rinviato a oggi, per il secondo giorno di camera di consiglio.
La mattinata, nell’aula bunker del Tribunale di Milano in via Ucelli di Nemi, si era aperta alle 10 senza alcuna replica da parte del pubblico ministero Alessandra Dolci e degli avvocati delle difese. Il giudice dell’udienza preliminare, dunque, poco dopo si chiudeva in camera di consiglio annunciando la sentenza per le 16.30. Iniziava il giorno più lungo per gli oltre cento imputati, i rispettivi avvocati (ben 140), le decine di familiari presenti e il folto schieramento di forze dell’ordine.
Attesa vana, tuttavia, perché alle 18.30, due ore oltre l’appuntamento dato dal magistrato Roberto Arnaldi, arrivava l’annuncio del cancelliere – «La camera di consiglio prosegue. Forse per domani alle 17 ci sarà la lettura del dispositivo» – suscitando la protesta dei detenuti che accoglievano la notizia con grida e improperi. Non è bastata, dunque, una intera giornata per sciogliere la riserva sulla maxi-operazione che nell’estate del 2010 sgominò le locali calabresi attive in tutta la regione. Quello in corso nell’aula bunker è il processo per gli imputati che hanno scelto il rito abbreviato che, dunque, porterà a un eventuale sconto di pena di un terzo. Sono invece 39 gli arrestati che hanno optato per il rito ordinario.
L’operazione denominata dall’Antimafia come “Infinito” era stata condotta nelle stesse ore in cui la Direzione distrettuale di Reggio Calabria portava a termine una seconda operazione chiamata “Crimine”. In tutto furono oltre 300 gli arrestati, e di questi ben 170 solo nelle varie province della Lombardia.

Mauro Peverelli

Nella foto:
Ieri si attendeva la decisione sul rito abbreviato: altri 39 imputati hanno invece scelto il dibattimento pubblico in Tribunale a Milano (nella foto)

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