Nicola Molteni: «Cantù non è la città dello sballo». E sulla ’ndrangheta: «Il pericolo esiste»

Nicola Molteni

«Cantù non è la città dello sballo. È offensivo dirlo e persino pensarlo». Nicola Molteni, deputato della Lega e sottosegretario all’Interno del governo gialloverde, interviene nel dibattito che si è riacceso in questi giorni attorno ai Mercoledrink, le serate estive di metà settimana in cui nella centralissima piazza Garibaldi si radunano migliaia di giovani attratti soprattutto dalla possibilità di bere pagando poco.
Quattro sere fa un 17enne è finito all’ospedale in coma etilico, dopo essere stato abbandonato dagli amici sull’asfalto della piazza. Il caso ha suscitato clamore e a Cantù – ma non solo – e si è riaperto il tema dell’opportunità di iniziative simili.
«Quanto accaduto è grave – dice Molteni – ma forse nessuno ricorda che cosa fossero i Mercoledrink alcuni anni fa. È cambiato il mondo, grazie anche al lavoro che abbiamo fatto con l’amministrazione comunale». Il parlamentare del Carroccio insiste su «tre parole chiave: prevenzione, repressione ed educazione» ed elogia pubblicamente il «lavoro di tutte le forze di polizia. Oggi – dice – il presidio del territorio è maggiore e si rispettano le regole. Cinque anni fa era una Babele senza alcun controllo».
Secondo Molteni, Cantù è diventata «un punto di riferimento per chi si vuole divertire nel rispetto della legalità. Le istituzioni sono presenti, c’è un nuovo regolamento comunale e con i decreti sicurezza, che qualcuno adesso vorrebbe smantellare, i sindaci hanno a disposizione nuovi strumenti: dai Daspo urbani al potenziamento delle telecamere, alle ordinanze».
L’abuso di alcol o lo spaccio di droga non sono certo stati cancellati con un colpo di penna, e questo lo sa pure Molteni. Così come non può essere sottovaluto il pericolosissimo fenomeno dell’infiltrazione della criminalità mafiosa, che proprio a Cantù è esploso di recente. «Usciamo da un processo con condanne pesanti – dice infatti il sottosegretario – la ’ndrangheta purtroppo approfitta del giro di denaro che cresce attorno ad alcuni locali pubblici, ma la magistratura ha lavorato bene e il potenziamento delle forze dell’ordine da noi promosso va nella direzione di un contrasto forte delle attività illecite. Credo che non si debba criminalizzare tutto il mondo del divertimento, serve grande attenzione da parte di tutti. È vero che dopo gli appalti e i rifiuti c’è il rischio che le mafie mettano le mani nei locali pubblici, ma proprio per questo abbiamo alzato la soglia di attenzione. Piazza Garibaldi è la piazza degli onesti e delle persone per bene».
I ragazzi, conclude Molteni, «devono imparare a rispettare sé stessi prima degli altri; famiglia, scuola e istituzioni lavorino a progetti di educazione civica e di educazione alla salute».

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