Nidi comunali, sindacati contro la gestione «indiretta»

Palazzo Cernezzi

«Un altro pezzo di servizio pubblico rischia di andarsene. Dopo la privatizzazione delle mense, la terza commissione consiliare ha approvato una modifica al regolamento degli asili nido che permette, per la prima volta, la gestione indiretta. Siamo convinti dell’opportunità di privarci, non ultimo fra tanti, dell’ennesimo servizio comunale di pregio?». Alessandra Ghirotti, segretaria della Cgil funzione pubblica di Como, ha riaperto ieri il fronte polemico sulla riorganizzazione dei servizi alla persona di Palazzo Cernezzi.
Lo ha fatto richiamando il voto con cui, mercoledì scorso, la commissione III ha dato parere favorevole a una modifica del regolamento sugli asili nido in cui è contenuta, tra le altre, una clausola che dà via libera alla «gestione indiretta» delle strutture. Un voto che, ha però ribattuto l’assessore all’Istruzione Alessandra Bonduri, è frutto di una «scelta meramente tecnica. Nel Documento di Programmazione (Dup) approvato in consiglio comunale si citava la possibile esternalizzazione dell’asilo nido di Lora, frequentato solo da 11 bambini (a fronte di 60 posti disponibili, ndr). L’emendamento sulla gestione indiretta è quindi un tecnicismo conseguente a quanto stabilito nel Dup. Non c’è alcuna scelta politica da parte della maggioranza. Peraltro – conclude l’assessore – nella proposta di modifica del regolamento sono inseriti altri passaggi molto importanti, quali ad esempio l’allargamento della morosità, la possibilità di rateizzo delle rette, le priorità per le mamme vittime di violenza o per i bambini disabili».
Tutto chiarito, quindi? Non proprio. «La norma inserita nel regolamento è generica – dice Patrizia Lissi, consigliera comunale del Pd che in commissione ha votato contro il nuovo regolamento – in questo modo si apre un portone che prima era chiuso. Gli asili nido sono stati sempre uno dei fiori all’occhiello di Como. Se ne cediamo la gestione, che cosa resterà delle funzioni sociali di questo Comune?.
Anche Fulvio Anzaldo, consigliere della Lista Rapinese, si mostra scettico sul nuovo regolamento. «Personalmente in commissione mi sono astenuto in attesa di esprimere un giudizio più compiuto in consiglio comunale – dice Anzaldo – ho fatto notare che quello della gestione indiretta è un aspetto politico importante e non soltanto procedurale, qualcosa che richiederebbe un chiarimento da parte della giunta. Anche perché una volta inserita nel regolamento, avrà comunque valore per tutti i nidi, non soltanto per quello di Lora».
Molto netto, in negativo, anche il giudizio della Uil funzione pubblica, il cui segretario Vincenzo Falanga ha diffuso ieri in serata un duro comunicato: «Lo smembramento dei servizi comunali è un danno per l’intera comunità locale e non valorizza il personale e le professionalità coinvolte. L’emergenza in corso non ha insegnato nulla. È proprio grazie al pubblico che fino a oggi sono state mantenute le tutele minime alle famiglie senza pregiudicare l’operatività dei servizi. Siamo sconcertati nel prendere visione di questo indirizzo della Commissione III e confidiamo nell’intervento dell’intero consiglio comunale per evitare ulteriori smembramenti».

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