Niki D’Angelo: «Siamo pronti ad adottare il “caramellone” dello stadio»

Caramellone Como

«Lo sport comasco, in una formula da definire, si potrebbe sicuramente fare carico del “caramellone” nei pressi dello stadio Sinigaglia per valorizzarlo e utilizzarlo, anche come tributo a un grande designer come Ico Parisi, che ne fu l’ideatore».
Niki D’Angelo, nuovo delegato del Coni provinciale, accoglie con entusiasmo la proposta del Corriere di Como, lanciata dopo l’ultimo sfregio all’opera – in molte parti arrugginita – che si trova nella zona dei giardini a lago, l’utilizzo consolidato come cestino della spazzatura.
L’idea, nella sostanza, è di rendere quel “caramellone” legato allo sport. Le soluzioni sono molteplici: potrebbe rappresentare una porta simbolica d’ingresso allo stadio, ed essere magari dipinto con i colori del Calcio Como (precisamente con lo storico blu royal delle maglie ufficiali della squadra).
Allo stesso modo si può pensare a una tinta azzurro-Italia, magari con una bandiera, in omaggio agli sportivi del territorio. Nella zona, peraltro, oltre allo stadio, vi sono le sedi di Canottieri Lario, Yacht Club, dell’Aero Club, dello stesso Coni e anche dell’Automobile Club, ente che pure è in prima linea nello sport.
Ulteriore mozione, quella di legare il “caramellone” al Giro di Lombardia di ciclismo, che per anni, quando ancora c’era il velodromo, ha visto il suo arrivo proprio nello stadio. Sul Lario, all’epoca, hanno vinto campioni del calibro di Felice Gimondi, Eddy Merckx, Franco Bitossi, Gianni Motta, Tom Simpson, Francesco Moser e Jean-Pierre Monserè. La cronometro del Giro d’Italia del 1952 Erba-Como terminò proprio al Sinigaglia, con il successo del “campionissimo” Fausto Coppi. In anni recenti piazza Cavour è stata scenario dell’arrivo della “classica delle foglie morte”. Non ci starebbe male, insomma, anche un riconoscimento allo sport del pedale.
Queste sono le proposte. «Se devo essere sincero – dice ancora Niki D’Angelo, da pochi giorni a capo del Coni provinciale – Mi sembrano tutte praticabili. Tra pochi giorni, tra l’altro, devo incontrare Marco Galli, assessore allo Sport di Como, e non mancherà un accenno a questo argomento».
«Il suggerimento di adottare il “caramellone” dello stadio mi piace – aggiunge ancora D’Angelo – Potrebbe diventare in ogni caso un simbolo di questa città, che ha da sempre una grande vocazione sportiva, con i suoi eventi, gli atleti, i tanti campioni, le società sportive protagoniste ad ogni livello. In questo caso potrebbe essere per così dire “targato” Coni».
«Allo stesso tempo – aggiunge il delegato provinciale – penso sia giusto anche sentire il Calcio Como, visto che la struttura è proprio davanti allo stadio Sinigaglia, con un utilizzo dedicato alla società calcistica, sia con qualcosa di “storico”, o magari anche con una soluzione più dinamica, legata alle singole partite». Fonti della società – in questo momento giustamente concentrata sul finale di campionato e l’eventuale promozione in serie B – fanno sapere che effettivamente il suggerimento potrebbe essere valutato.
C’è poi l’opzione ciclismo. «Anche questa è da valutare – specifica Niki D’Angelo – visto che il nostro territorio è legato a eventi di altissimo livello e ai campioni che ne sono stati protagonisti».
«Cercheremo di trovare una soluzione concreta a questa vicenda – conclude il delegato del Coni – anche nel rispetto di un grande designer come Ico Parisi, che fu l’ideatore di questi “caramelloni”».
L’opera – assieme a quella alla fine della Napoleona – in questo momento è lì a marcire. Elemento che stride, se si pensa che in altre Nazioni – si può ad esempio citare la Finlandia per Alvar Aalto – le realizzazioni di architetti e designer iconici sono un simbolo, oltre che una attrazione turistica, dei posti in cui si trovano. A Como, invece, non si sa che farne.
L’assessore allo Sport di Palazzo Cernezzi, Marco Galli, chiamato in causa da Niki D’Angelo non si tira indietro, anzi. «Apprezzo il fatto che il “caramellone” dello stadio possa in un modo o nell’altro rappresentare la vocazione sportiva del territorio, mi sembra una buona soluzione – risponde – Sicuramente affronterò volentieri l’argomento con il nuovo delegato del Coni Niki D’Angelo e poi mi confronterò con il sindaco ed i colleghi della giunta che hanno la competenza relativamente all’opera».

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