Ninni Corda e la promozione del Como: «Anche tra 50 anni ci si ricorderà di questa stagione»

Promozione del Como in C. Ninni Corda

Anche per Ninni Corda la festa con la squadra è stata caratterizzata dalla gioiosa doccia vestito. Il direttore del Como arriva in sala stampa inzuppato ma felice. Al punto che gli scappa una frase per lui inusuale: «Dobbiamo risposarci e festeggiare». Che detta da Corda, uno che in ogni momento della sua giornata pensa a come vincere la gara successiva ed è sempre sul pezzo, non sembra quasi vera.

Invece la squadra rimarrà davvero a riposo per poi giocare l’insignificante – a questo punto – gara con la Caronnese, che chiuderà la regular season. Poi l’attenzione si sposterà sulla poule per lo scudetto. «Un anno fa avevo fatto il paragone con la Champions persa malamente dal Milan con il Liverpool. I rossoneri si erano riscattati immediatamente tornando a vincere la coppa. Ecco, immaginavo che per il Como, dopo l’amarezza di Carate Brianza e del mancato ripescaggio, sarebbe giunto presto il momento di gioire. E così è stato».

Como promosso, tifosi in piazza Cavour
Como promosso, tifosi in piazza Cavour

«E’ stato un anno strepitoso – ha aggiunto Corda – con un record di punti che in ogni altro girone ci avrebbe garantito la promozione già da tempo. Invece abbiamo avuto un avversario come il Mantova, a cui vanno i nostri complimenti, che fino all’ultimo ha lottato per contenderci il primato».

Per Corda è la seconda promozione con il Como. Da allenatore guidò i lariani in C2 nel campionato 2007-2008. «Situazioni completamente differenti – spiega – Sicuramente il Mantova di oggi è un interlocutore ben più forte rispetto alla Tritium di allora. E poi sono convinto che di questo nostro campionato non ci si potrà dimenticare. Se ne parlerà anche fra 50 anni».

Como Virtus Bergamo esultanza
Como Virtus Bergamo: esultanza degli azzurri dopo una delle quattro reti

Lo stesso Corda era stato il motore della società di Roberto Felleca e Massimo Nicastro. Ora che la situazione è cambita quale sarà il suo destino? «Con Michael Gandler c’è un ottimo rapporto. Anche se oggi aveva un aereo e doveva andare via presto, ho voluto che venisse negli spogliatoi a fine partita per entrare nell’atmosfera di questo gruppo. Ovvio che mi piacerebbe proseguire il lavoro iniziato e che ci sarebbe rammarico nel caso dovessi lasciare. Ma allo stesso conto mi rendo conto che quando ci sono cambiamenti così importanti nelle società, chi subentra può fare scelte differenti. Nei prossimi giorni ci confronteremo e vedremo cosa fare».

Sul suo rapporto con mister Banchini Corda spiega: «Ci siamo sempre confrontati. Veniva da esperienze da secondo e sotto certo aspetti si doveva migliorare. Ma allo stesso modo anche io ho imparato da lui».

Per il Como non è stata una stagione facile, soprattutto all’inizio, dopo le polemiche per il mancato ripescaggio, le contestazioni, lo sciopero di parte del tifo. «Il nostro è stato un grande gruppo con tre uomini di riferimento come Gentile, Anelli e Borghese che hanno sempre dato l’esempio e hanno trascinato tutti con la loro voglia di fare bene, lo spirito e la mentalità giusta. Ci hanno messo la faccia quando le cose non andavano bene e hanno trasmesso i loro valori ai giovani, che pure sono cresciuti tantissimo e hanno mostrato di essere elementi di qualità, in campo e fuori, sia quelli confermati, sia quelli arrivati quest’anno. Meritano i complimenti, al pari di un dirigente come Roberto Felleca, che non ha mai mollato anche quando nulla sembrava girare per il verso giusto e Stefano Verga, sponsor appassionato e sempre vicino alla squadra e alla società».

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.