Noir in Festival, fa discutere il contributo di 50mila euro

Como Teatro Sociale vista esterna

Il consigliere comunale Alessandro Rapinese annuncia un’interrogazione alla giunta

Il Comune di Como staccherà presto un assegno di 50mila euro come contributo al Noir in Festival, manifestazione organizzata da tre anni a Milano e a Como dopo quasi un quarto di secolo di presenza a Courmayeur.
Il sostanzioso aiuto è stato concesso sulla base di una nota presentata il 4 dicembre scorso, quando cioè il festival era già cominciato da due giorni. Come si legge nella determina pubblicata sul sito del Comune di Como, «il preventivo delle spese che gli organizzatori hanno ipotizzato ammonta a 388.400 euro, a fronte di entrate dichiarate per 280mila euro, con un disavanzo presunto dichiarato dal legale rappresentante di 108.400 euro».

I 50mila euro, quindi, sono stati concessi come «contributo straordinario» sulla base non di una rendicontazione dei costi effettivamente sostenuti ma sulla scorta di un preventivo stilato dagli stessi organizzatori. Vero è che a metà novembre, la giunta aveva approvato una delibera con cui si concedeva il patrocinio alla manifestazione e si richiamava il parere favorevole alla concessione di un contributo straordinario sulla base di quanto stabilito dal regolamento comunale (articolo 5, comma 4). Ma proprio questo stesso articolo spiega, senza alcun tipo di possibile equivoco, che «il contributo può essere concesso, nella misura massima del 50% del costo della manifestazione, risultante dal relativo rendiconto, tenuto conto anche delle entrate».

In buona sostanza, nessun contributo può essere erogato materialmente se prima non sono stati presentati i consuntivi.
Il consigliere d’opposizione a Palazzo Cernezzi Alessandro Rapinese, ha già annunciato ieri un’interrogazione.
«Siamo davvero un Comune molto ricco se possiamo staccare un assegno di 50mila euro a semplice richiesta e senza alcuna rendicontazione – dice – Chiederò subito i conti finali del festival per sapere se il contributo fosse congruo. Perché 50mila euro sono una grossa cifra. Non mi sembra che ci siano molte iniziative culturali in città sostenute in questo modo. Anzi, alzi la mano l’associazione comasca che prende così tanti soldi per le sue attività e per le manifestazioni che organizza nel capoluogo lariano».

In realtà, secondo la dirigente del settore Cultura di Como, Maria Antonietta Marciano, la procedura è stata rispettata. «I soldi non saranno erogati prima della presentazione del consuntivo – ha detto ieri al Corriere di Como – la determina si è resa necessaria per ragioni tecniche, per evitare cioè che i fondi, contabilizzati nel 2018, possano essere utilizzati anche l’anno successivo».
Una questione burocratica, insomma. Che non cancella però il problema politico: è giusto assegnare al Noir in Festival 50mila euro?
Sì, secondo l’assessore alla Cultura Simona Rossotti. «Bisogna essere oggettivi, è un festival nel suo genere unico in Italia e produce per Como un valore aggiunto. Basti pensare al workshop di cineturismo che ha portato in città interlocutori di tante regioni italiane».
«Quando abbiamo iniziato la collaborazione abbiamo premiato il festival perché allungava la stagione turistica – dice Luigi Cavadini, ex assessore alla Cultura di Como – Dopo tre anni di esperienza forse sarebbe il momento di rivalutare tutta la situazione e capire se vale la pena proseguire nello stesso modo».

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