Nonostante la pandemia fa capolino qualche turista straniero

Emergenza sanitaria Covid a Como

Una rondine si sa non fa primavera. Ma sono tornate, ne sanno qualcosa i residenti di un cortile del centro storico di Como, in via Diaz, che per il fenomeno è ormai celebre: vi hanno nidificato in grande quantità e sono meta di molti appassionati di birdwatching cittadino. I turisti invece sul Lario latitano, con disappunto di chi lavora nella filiera dell’accoglienza.

Ma qualche timida presenza si è notata in questi giorni. Numeri esigui, che non fanno statistica. Complice forse il bel tempo che però sarà bruscamente interrotto per una Pasqua all’insegna di temperature più vicine alle medie del periodo con un notevole calo delle temperature. Qualche turista, si diceva, non fa sperare in un ritorno dei bei tempi pre-pandemia ma pur sporadiche nel vuoto pneumatico le presenze si notano: auto con targhe francesi, tedesche e serbe, qualche russo e asiatico nella zona di Bellagio. Su Booking.com alcuni non molti alberghi sul Lario sono comunque attivi e aperti, le prenotazioni vengono monitorate.
Segno di qualche passaggio, magari verso la Svizzera, giustificato da motivi di lavoro o studio, oppure di qualche temerario che in barba all’obbligo di tamponi o quarantene al rientro in patria ha voluto concedere a sé e ai propri cari qualche ora di meritato relax e pausa in riva al lago che viene da molti ritenuto il più bello d’Italia.


«Prendiamolo come un augurio per il futuro. I rapporti sulle presenze alberghiere di primavera certificheranno se è un fenomeno sporadico un cambio di rotta significativo» dice Giuseppe Rasella, albergatore e componente della giunta della Camera di Commercio di Como e Lecco con delega a Turismo

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