Notte di terrore per l’ex capitano azzurro Federico Gentile

Federico Gentile

A Foggia l’altra notte è stata incendiata la porta di casa dell’ex capitano del Como Federico Gentile, attualmente giocatore e capitano proprio della squadra pugliese.
Il calciatore era in casa con la moglie e i due figli piccoli, fortunatamente tutti illesi. Indignato il sindaco di Foggia Franco Landella: «L’incendio avrebbe potuto provocare effetti molto peggiori e devastanti».
«Abbiamo a che fare con balordi – ha detto il primo cittadino – Non possiamo restare inermi dinanzi a un episodio così terribile e violento. Non è giusto che una sparuta minoranza criminale e violenta debba rovinare l’armonia di un’intera comunità. In qualità di primo cittadino e tifoso amante del Foggia Calcio esprimo tutto il mio sostegno e la mia solidarietà a Federico Gentile e alla sua famiglia».
Nato a Roma, 35 anni di età, il calciatore ha giocato fra le altre con l’OstiaMare, il Rieti, l’Aprilia ed il Civitavecchia.
Gentile ha giocato anche nel Como dal 2017 al 2019 collezionando 60 presenze e 25 gol. Intervistato dai microfoni di FoggiaToday, il calciatore ha espresso tutta la sua amarezza per l’accaduto: «Sono scosso, ho poche parole. Sono venuto qui per lavorare, ora sono in grande difficoltà. Sto pensando di lasciare, anche se ho ricevuto tanto affetto, ma questo è un fatto grave, soprattutto perché entrano nella vita privata».
«Mi auguro che si tratti di un gesto isolato», ha commentato, sempre su FoggiaToday, il direttore tecnico del Foggia Ninni Corda, allenatore del Calcio Como nel 2008.
Corda nega che dietro il gesto ci siano screzi recenti anche se tra i soci serpeggia un po’ di tensione. «Gentile è considerato un uomo vicino alla società, ma queste cose fanno male – dice Corda – Non si tengono in considerazione i meriti, ma soltanto i demeriti che non esistono, con il solo scopo di attaccare la società».

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