Novant’anni di Maglia rosa, il tributo virtuale

Maglie Rosa Ghisallo

Una mostra virtuale dedicata alla Maglia rosa, che ha come capofila il Ghisallo e il suo Museo del Ciclismo, con la speranza che si possa superare presto la fase di emergenza sanitaria e che le visite possano essere fatte dal vivo, con la riapertura delle esposizioni permanenti, per ora non consentita.
In attesa di tempi migliori, o per chi a prescindere non può salire sul Ghisallo, da lunedì è attiva online una mostra virtuale dedicata al simbolo del primato del Giro d’Italia. Non a caso, visto che proprio nel 2021 si celebrano i 90 anni dalla prima Maglia rosa, che comparì nel 1931, ovviamente con il colore della Gazzetta dello Sport, il giornale che da sempre ha promosso la corsa più amata dagli italiani (e al pari di altre “classiche” come la Milano-Sanremo e il Giro di Lombardia).
Grandi firme per la presentazione dell’iniziativa: alla conferenza on-line – come la situazione attuale richiede – erano tra gli altri presenti Francesco Moser con la figlia Francesca, i nuovi presidente e vicepresidente della Federazione ciclistica (Cordiano Dagnoni e Norma Gimondi, figlia del grande e compianto Felice), Antonio Molteni e Carola Gentilini per il Museo del Ghisallo, Pier Bergonzi per la Gazzetta dello Sport, Roberto Salamini ed Eva Visentin di Rcs Sport e Roberto Livraghi, direttore di Alessandria Città delle Biciclette.
La mostra virtuale è raggiungibile attraverso i siti ufficiali del Museo del Ghisallo e del Giro d’Italia o direttamente CLICCANDO QUI. On-line dunque un racconto fatto di immagini, video inediti, articoli, prime pagine della Gazzetta dello Sport delle più grandi imprese della Maglia rosa diviso per decenni. A questa, saranno aggiunte altre iniziative: tra marzo e aprile, ad esempio, andrà in scena un contest social rivolto alla community del Giro d’Italia (oltre 3 milioni di persone) con l’invito a votare la divisa più iconica.
Nel corso della conferenza Dagnoni e Bergonzi si sono soffermati sulla collezione di Maglie rosa del Ghisallo – una raccolta unica, nella foto – sottolineando la loro viva emozione nel momento in cui si sono trovati a visitarla. Norma Gimondi ha invece annunciato che è disponibile a fornire – per una esposizione temporanea – alcuni cimeli del celebre padre, a partire ovviamente dalle Maglie rosa che il campione orobico ha conquistato nella sua carriera e che si trovano nel museo a lui dedicato, allestito ad Almenno San Bartolomeo (in provincia di Bergamo).
Francesco Moser ha invece ricordato la sua “prima” da leader della corsa, a Ostuni, in Puglia, nel 1976 e con la figlia ha fatto un auspicio condiviso da tutti: «Negli anni tante casacche sono state regalate ad appassionati e sponsor e si trovano nelle loro case. Sarebbe bello che tornassero indietro e fossero messe a disposizione per essere valorizzate dai musei».
Una campagna appena lanciata anche dalla struttura del Ghisallo, che spera di poter ampliare la sua già fornita collezione, con la speranza che presto possa tornare a disposizione dal vivo per tutti gli appassionati di ciclismo.

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