Omaggio a Dante sul lago di Como

Particolare dal dipinto di Domenico Di Michelino "Dante che mostra la Divina Commedia" in Santa Maria del Fiore a Firenze, che risale al 1465

Nella Divina Commedia ci sono anche aritmetica, geometria e logica: Tutti i numeri di Dante è l’incontro che La Casa della Poesia di Como propone per la Giornata Mondiale della Poesia che cade il 21 marzo. A parlare di numeri sarà Gian Italo Bischi, docente di matematica all’Università di Urbino e studioso del rapporto tra matematica e letteratura, intervistato da Laura Garavaglia. L’appuntamento è per giovedì 18 marzo, alle ore 18 sul canale Youtube https://www.youtube.com/user/casapoesiacomo e sulla pagina FB de La Casa della Poesia di Como.

 Porterà degli esempi da Inferno, Purgatorio e Paradiso: per esempio, nel XXVIII canto del Paradiso, versi 91-93, Dante usa la metafora delle scintille che si sprigionano dal ferro incandescente per descrivere la moltitudine di angeli al cospetto di Dio.  Ma quanti sono? Dante non utilizza la banale similitudine delle stelle o dei granelli di sabbia, ma il gioco degli scacchi.

Sempre sugli stessi canali il secondo appuntamento de La Casa della Poesia di Como: il 21 marzo alle ore 18 un racconto tra immagini e parole dell’antologia “In un lago infinite promesse. I poeti di Europa in versi e il lago di Como”.

Settanta poeti italiani e di tutto il mondo raccontano il Lario, dall’Estremo Oriente fino alle due Americhe. Ottavio Rossani  ricorda le migrazioni di tanti italiani dal Sud al Nord, e quindi anche sul territorio lariano, in cerca di lavoro. Milo De Angelis, tra i più significativi poeti europei (è appena uscito per Mondadori “Linea Intera, linea spezzata”) richiama la figura del padre con versi di toccante intensità.  Maurizio Cucchi, Franco Buffoni, Vivian Lamarque, Donatella Bisutti, Giuseppe Conte, Tomaso Kemeny. Tre poeti da sempre conoscono il Lario: Pietro Berra, che apre finestre d’infinito su Brunate,  Fabiano Alborghetti, che si sofferma sulle scie lasciate sul lago dalle barche, metafora della nostra vita, Laura Di Corcia, che lega momenti vissuti sul Lario all’importanza della memoria.  Tra gli stranieri c’è  chi ha richiamato la storia, come la poetessa uruguaiana Annabel Villar,  che ha messo in versi la distruzione nel 1169 dell’isola Comacina ad opera dei comaschi alleati con il Barbarossa, la giapponese Taeko Uemura e lo spagnolo Juan Vincente Piqueras che hanno invece ideato delle fiabe in cui il lago è protagonista, la macedone Marta Markoska, l’ estone Juri Talvet e la colombiana Marisol Bohorquez Godoy hanno giocato sul significato della parola “como” in varie lingue,i Michael Harlow, neozelandese, e Willam Wolak, statunitense, hanno invece legato i propri versi allo stupore di scoprire  Como e nella speranza di tornare, e molti altri. Nel libro foto di: Rudy Aquilini, Franco Brenna, Patrizia Cardini, Monica Maspero, Roberto Molinari, Francesco Ugoni. In copertina una scultura dell’artista Daniela Gatti.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.