Nuova aggressione nei luoghi della movida. Sotto i riflettori sicurezza e disagio giovanile

piazza Volta Como

Ci risiamo. Le indagini, va subito detto, sono in corso e quindi tutti i contorni dell’aggressione di martedì notte in piazza Volta non sono ancora ben delineati. In ogni caso a oggi, ciò che appare evidente è che ancora una volta in pieno centro dei giovani, in gruppo, hanno aggredito un persona adulta derubandola. In attesa dunque di trovare i responsabili e di poter comprendere meglio quanto avvenuto, grazie anche alle immagini delle telecamere di sicurezza presenti in piazza e subito consegnate alla Polizia di Stato, il nodo sicurezza, legato anche alla movida, torna prepotentemente alla ribalta.

«È inutile girarci intorno, Como non è una città sicura e quindi evidentemente l’assessore alla sicurezza non è all’altezza – questo l’attacco del consigliere Alessandro Rapinese – Ciò che più colpisce è che questi attacchi accadono sempre negli stessi posti, e sovente anche negli stessi orari. Possibile che non si riesca a essere più efficaci con i controlli?». L’uomo aggredito, va ricordato, stava camminando in piazza martedì notte, quando è stato avvicinato e circondato dai giovani con il pretesto di una sigaretta. Da quanto è stato possibile ricostruire, dopo aver risposto di non avere una sigaretta, il 37enne sarebbe stato colpito al volto con un pugno rimanendo stordito. La banda di ragazzini avrebbe strappato alla vittima il telefono cellulare per poi scappare prima dell’arrivo delle volanti. «Purtroppo quanto vediamo da tempo è esemplificativo: viviamo in un luogo che non è più sicuro. La città è invasa da venditori abusivi, mendicanti e nel cuore della movida, ripeto sempre negli stessi posti, sovente accadono simili fatti, oltre agli schiamazzi notturni». In effetti nei mesi scorsi, si sono susseguiti diversi episodi simili che già prima dell’estate avevano fatto scattare l’allarme.

Duro anche Matteo Ferretti, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale. «Abbiamo bisogno di fare sentire di più la nostra presenza, non all’orario dell’aperitivo bensì di notte, quando la situazione degenera, l’inciviltà dilaga, anche dopo la chiusura dei locali gli schiamazzi e i vandalismi proseguono fino a notte fonda – spiega Ferretti – Bisogna dialogare con le forze dell’ordine, intervenire e sanzionare chi non rispetta le regole, disturba la quiete pubblica e getta ogni sorta di rifiuti sul suolo pubblico». Solo in questo modo, «punendo chi trasgredisce, si può pensare di vedere dei risultati. Non si può permettere che per qualche incivile siano le attività commerciali che ci rimettono, bisogna salvaguardare chi lavora nel rispetto delle regole soprattutto dopo 2 anni di pandemia come questi».

E sempre da Fratelli d’Italia, dal parlamentare comasco Alessio Butti è arrivata una dura presa di posizione via social. «Questa storia della violenza giovanile va risolta e alla svelta. L’analisi sociologica ha fatto il suo tempo. Gli effetti del lockdown, la logica del branco, la questione culturale, pensatela come volete. Sta di fatto che un genitore che in una notte “feriale”, alle tre del mattino, non vede il figlio adolescente e minorenne nel proprio letto qualche domanda dovrebbe porsela – scrive il parlamentare – Se non vi riuscisse in autonomia dovrebbe essere sollecitato a farlo dalle istituzioni, a partire dai servizi sociali interessati o dalla capacità di persuasione delle forze dell’ordine. Ritengo pure che qualche provvedimento “disciplinare” debba essere pensato e assunto. A tal proposito stiamo valutando soluzioni legislative». Oltre i fatti delittuosi infatti, un altro tema delicato è quello della movida e delle conseguenze su decoro della città e invivibilità per quanti risiedono nelle zone più “gettonate” dai giovani.


«Il tema dei disordini in piazza Volta, della movida esagerata e dei comportamenti bulleschi e da baby gang è una ferita nel cuore della città – spiega Fabio Aleotti, capogruppo del Movimento 5 Stelle – una città che non riesce a essere inclusiva per i suoi giovani ha il dovere di interrogarsi sulle cause e di cercare i correttivi possibili. L’ascolto dei giovani, il tentativo di comprendere cosa manchi affinché il loro tempo non sia gestito da chi li riempie solo di alcool quando non di altro è decisivo. Si deve capire con loro cosa possa interrompere questa situazione». Da sempre cruciale il tema dell’educazione che manca. «Forse bisognerebbe riprendere l’idea di una sorta di scuola per genitori, partendo però anche da offerte concrete di servizi attrattivi e di sportelli di ascolto. Criminalizzare una generazione non è la soluzione e quindi ovvio che ci sia un tema della sicurezza ma anche un importante tema educativo. Oltre alle amministrazioni chiamerei in causa anche le università come osservatori privilegiati dei cambiamenti sociali», si chiude il ragionamento di Aleotti.

Infine interviene il Pd. «L’ennesimo episodio di violenza in piazza Volta ci riporta alla realtà: la giunta Landriscina è stata ed è tutt’ora incapace di tutelare la sicurezza dei cittadini. E dire che la sicurezza era uno dei punti centrali del loro programma elettorale. Purtroppo vorremmo dire di essere sorpresi da questo tipo di fenomeni, ma Como è da tempo in preda al degrado, materiale e non. I cittadini ne sono ormai a conoscenza e sanno che serve una leadership nuova, in grado di impartire una direzione chiara su questo e gli altri innumerevoli temi cittadini aperti», dice il capogruppo Dem in comune a Como, Stefano Fanetti.

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