Nuova “battitura” dei detenuti al Bassone. Ieri l’incontro con il provveditore regionale

altNon si placa la protesta all’interno della struttura detentiva di Albate
Non sembra voler rientrare alla normalità la situazione all’interno del carcere del Bassone. Non passa giorno senza qualche segnalazione di animosità o di problemi collegati alla struttura penitenziaria di Albate.
Dopo le drammatiche giornate dei suicidi (tre in un solo mese), la protesta dei detenuti con la battitura delle sbarre e l’incendio di una cella da parte di uno straniero (evento quest’ultimo potenzialmente devastante, ma che il pronto intervento di un agente della penitenziaria

ha scongiurato limitando i danni), ieri la popolazione del Bassone è tornata a protestare.
L’ha fatto ieri mattina, ancora con una imponente battitura (pratica che consiste nel percuotere le sbarre delle celle con ogni tipo di strumento proprio per manifestare dissenso) una volta venuti a conoscenza della presenza al Bassone del provveditore delle carceri lombarde salito appositamente da Milano per una visita alla struttura ormai da tempo al centro delle polemiche. La battitura sarebbe dunque stata organizzata proprio per chiedere un incontro con una delegazione di reclusi.
Pare che l’incontro alla fine ci sia effettivamente stato nel pomeriggio di ieri, e che la protesta sia poi rientrata.
Non si conosce invece il tema delle lamentele, anche se presumibilmente dovrebbe essere lo stesso delle precedenti proteste.
Al centro dell’attenzione dovrebbero essere stati posti i rapporti tra i detenuti e la direzione della struttura.
La popolazione del Bassone, infatti, lamentava nelle scorse settimane due problemi sopra a tutti, ovvero la difficoltà a poter telefonare e parlare con i propri familiari all’esterno della struttura, oltre che con i propri legali.
I tre suicidi in serie, avvenuti a pochi giorni l’uno dall’altro, aveva poi dato fuoco alle polveri del malcontento, rendendo visibile una animosità che covava da tempo sotto la cenere. Una situazione al limite che era stata stigmatizzata anche dalle sigle sindacali della polizia penitenziaria che opera con dedizione all’interno del carcere di Albate

M.Pv.

Nella foto:
Ancora una giornata di tensione all’interno del carcere del Bassone di Albate

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