Nuove imposte sulla casa. Como nella top ten italiana dei contribuenti più vessati

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Dall’Imu alla Tasi

Siamo sempre nei premi. Sono giorni di discussione in Parlamento sulle nuove tasse della casa. Ieri il governo ha deciso di presentare un emendamento al decreto Enti Locali in tema di detrazioni della Tasi (la nuova Imu).
«Ai Comuni – si legge nella nota diffusa ieri da Palazzo Chigi – sarà concessa per il 2014, esclusivamente allo scopo di deliberare a favore delle famiglie e dei ceti più deboli ulteriori detrazioni rispetto a quelle già previste dalla legge di stabilità, la possibilità

di decidere un incremento delle aliquote al di sopra dei massimi attualmente consentiti. Tale incremento – prosegue la nota – che non comporterà alcun aumento della pressione fiscale, sarà compreso tra lo 0,1 e lo 0,8 per mille complessivo e i Comuni saranno liberi di decidere come ripartirlo tra le diverse basi imponibili».
Saranno insomma i sindaci a decidere le detrazioni, ma se la nuova tassa sulla casa dovesse venire applicata così com’è, Como si troverebbe nella top ten dei salassati. Un’elaborazione del Corriere della Sera su dati dell’Agenzia delle Entrate mette infatti in evidenza come con 503,31 euro di Tasi per un appartamento di 120 metri quadrati (abitazione in classe catastale A2, di tipo civile, ossia la maggior parte delle case) il capoluogo sarebbe al 9° posto in Italia, 2° in Lombardia dopo Milano (636,35 euro).
La vecchia Imu sullo stesso edificio sarebbe costata 471,8 euro. Poi ci sono le detrazioni, è vero, ma su questo fronte i calcoli non sono ancora chiari. E per i ceti meno abbienti la stangata è ancora superiore. Se si passa infatti a una casa di 80 metri quadrati in classe A3 (di tipo economico) ecco che il rincaro sarà di 124,34 euro, dai 102,65 dell’Imu 2012 ai 226,99. Per il 14° posto in Italia e sempre 2° in Lombardia dopo Milano.
E gli inquilini? Anche per loro è prevista la Tasi, con una percentuale dal 10 al 30%. In pratica su una casa con rendita di 1.000 euro l’inquilino pagherà da 17 a 177 euro.
«La questione delle detrazioni diventa fondamentale – spiega Claudio Bocchietti, presidente di Confedilizia Como – Per il resto il Comune ha sempre detto di voler seguire la linea della condivisione sulle decisioni importanti e speriamo che questo valga anche per le tasse comunali. Anche perché nella città di Como abbiamo un’alta percentuale di proprietari di casa, superiore al 75%».
«Il governo aveva assicurato che la somma di Tasi e Tari (nuova tassa rifiuti) sarebbe stata inferiore alle vecchie Imu + Tares, ma allo stato degli atti non è affatto così – tuona Mauro Antonelli, presidente del Codacons – neppure se i calcoli avvengono con l’aliquota Tasi del 2,5 per mille».
«Il governo continua poi a ignorare il diritto del contribuente. Nessuna tassa può infatti essere applicata senza lasciare almeno 60 giorni per comprenderla» dice sempre Antonelli.
Il nuovo sistema di calcolo del tributo mette a rischio, secondo Antonelli, gli inquilini.
«Si tratta della categoria più svantaggiata, che viene vessata tanto quanto i proprietari di casa – dice – Se uno ha il mutuo almeno può detrarre la quota di interessi, ma se deve pagare l’affitto? Al massimo si arriva a una detrazione di 300 euro».
«Senza dimenticare due questioni. La prima è la confusione di nomi e di sigle. Si rischia di pagare più per consulenze fiscali che per la tassa vera e propria. Infine, il governo non doveva scaricare tutte le responsabilità sui Comuni in materia di detrazioni», conclude Antonelli.

Paolo Annoni

Nella foto:
Casa mia quanto mi costi. Il nuovo sistema di tassazione penalizzerà Como

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