Nuove Province lombarde. Via libera dalle imprese

Il futuro del territorio – La proposta di riassetto istituzionale
«Ciò che conta è la collaborazione delle Camere di Commercio»

«Più che l’accorpamento con una provincia rispetto a un’altra, gli imprenditori devono capire che è necessaria una collaborazione tra Camere di Commercio». Ne è convinto Silvio Santambrogio, industriale lariano e presidente del “Centro Legno Arredo Brianza” (Clab).
«Non ho mai nascosto la mia opinione favorevole a una possibile unione tra Como e Monza, ma personalmente non credo che, per il nostro settore, la proposta approvata dal Consiglio delle Autonomie Locali (Cal) possa cambiare
molto. In attesa del verdetto di Regione e governo – dice l’amministratore delegato della Tre P & Tre Più di Giussano – per noi resta fondamentale la collaborazione tra Camere di Commercio, ed è in questo senso che dobbiamo lavorare».
Tra gli imprenditori del settore, e in particolare quelli della Brianza, pochi temono ripercussioni causate da un eventuale accorpamento delle sole Province di Como, Varese e Lecco. Nessuna preoccupazione per l’esclusione dalla nuova entità istituzionale di Monza, che dovrebbe mantenere la sua autonomia.
«Per la ripresa del nostro settore dobbiamo puntare sulla collaborazione e sull’internazionalizzazione, concentrandoci sul mercato russo che in questo momento porta a fatturati davvero consistenti e che ci fanno ben sperare per il futuro».
I russi, infatti, come confermato dallo stesso Santambrogio, ma anche da altri esperti del settore del legno arredo, hanno trovato negli artigiani della Brianza competenza e qualità, instaurando un rapporto di collaborazione che dovrebbe portare altri frutti, almeno per i prossimi due anni.
«Non dimentichiamo – aggiunge Santambrogio – che nel 2018 in Russia ci saranno i Mondiali di calcio e si parla di 500 alberghi da rinnovare e arredare. Non soltanto Russia, però. Anche l’Oriente ci fa ben sperare. Qui il fatturato non è ancora così consistente come in altre parte del mondo, ma dobbiamo guardare avanti».
Della stessa opinione di Santambrogio in tema internazionalizzazione e di collaborazione anche la Camera di Commercio di Varese, come conferma il responsabile della comunicazione. «La strada giusta per gli imprenditori del territorio è la sinergia, indipendentemente dagli assetti istituzionali – dice Antonio Franzi – favorire il sistema imprenditoriale infonde fiducia. L’accordo di programma con la Regione è stato un passo importante in termini di contributi e di risorse. Si deve puntare all’innovazione per essere competitivi sul mercato estero». Accendere i riflettori su export e innovazione sembra essere l’unica soluzione per gli imprenditori, non soltanto in Brianza, ma anche a Varese e nella vicina Lecco. «Al di là delle Province, la cosa importante è favorire la capacità di fare impresa – conclude Franzi – e rinnovarsi, puntando sulla formazione e sull’innovazione, per essere più competitivi».
La nuova maxi-Provincia non preoccupa nemmeno il responsabile del 118, Mario Landriscina.
«Sul piano organizzativo del servizio di urgenza ed emergenza ci stiamo muovendo da tempo in questo senso – conferma – È una realtà che procede per il verso giusto e questo accorpamento non porterà alcun cambiamento per quanto riguarda la nostra attività. Il nostro progetto procede senza intoppi e possiamo dire che è cosa fatta». L’accorpamento delle centrali, inserito nel progetto di riorganizzazione del sistema di emergenza-urgenza extraospedaliero regionale, prevede un modello basato su 4 sale operative regionali (Milano, Como, Bergamo e Pavia) e tre call center del numero unico dell’Emergenza 112 (Milano, Varese e Brescia). Ecco perché il responsabile del 118 lariano precisa che la nascita di una nuova maxi-Provincia non porterà ad alcun cambiamento in termini organizzativi.
«Da cittadino – aggiunge Mario Landriscina – credo che la proposta del Consiglio delle Autonomie locali non faccia altro che confermare una realtà territoriale che ha forti legami con il passato. Vedo molto positivamente il fatto che Como, Lecco e Varese siano nuovamente unite e credo che sia giusto che questa ipotesi venga confermata anche da Regione e governo. È giusto che tornino assieme, c’è un legame storico».
Ma da cittadino, come vede il responsabile del 118 lariano, la possibilità che Como venga confermata come capoluogo di questa nuova maxi-Provincia?
«Campanilisticamente c’è un forte auspicio, non posso non fare il tifo per Como – conclude Mario Landriscina – e spero che i nostri rappresentanti mettano sul tavolo proposte concrete che favoriscano i cittadini. In questo momento così difficile per tutti, bisogna puntare su un progetto ben condiviso per il bene dei cittadini residenti in queste province limitrofe. Bisogna pensare in altri termini in vista di queste novità territoriali, senza perdere troppo tempo».

Francesca Guido

Nella foto:
L’imprenditore lariano Silvio Santambrogio

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