Nuovo dormitorio, continua la ricerca di una sistemazione. Il sindaco esclude edifici pubblici

Senzatetto, deboli, clochard, homeless

«C’è un chiaro mandato da parte del consiglio comunale al quale non intendo sottrarmi e quindi da diversi mesi stiamo lavorando su questo tema». Queste le parole del sindaco di Como Mario Landriscina che – nonostante le polemiche tra favorevoli e contrari – tira dritto sulla realizzazione di un nuovo dormitorio in città, una struttura permanente, che vada oltre la disponibilità di letti nella sola stagione invernale.
La ricerca di un immobile pronto all’uso e disponibile ad accogliere almeno una trentina di persone senza fissa dimora non si è per ora rivelata semplice. Anzi, ormai da diversi mesi la ricerca prosegue e il dibattito in città, spesso caratterizzato da toni molto polemici, continua ad accompagnare questa vicenda. I 21 soggetti ai quali l’amministrazione comunale aveva lanciato un appello lo scorso mese di novembre si sono ridotti a una decina. «Abbiamo raccolto l’adesione concreta e la disponibilità di una parte del mondo della Chiesa. In particolare si sono fatti avanti in maniera costruttiva la Caritas, i Guanelliani, i Vincenziani, la piccola casa Ozanam, la Compagnia delle Opere, le Acli e l’Associazione Palma. Molto gradito anche l’intervento della Asst Lariana che ha messo a disposizione un luogo che abbiamo già visionato e sul quale stiamo facendo le opportune indagini organizzative e tecniche», aggiunge sempre il sindaco di Como. Il riferimento è all’apertura fatta dalla Asst Lariana per cercare di individuare nell’immenso spazio occupato una volta dall’ex ospedale psichiatrico del San Martino, un luogo idoneo per il nuovo dormitorio. Al momento l’amministrazione starebbe valutando l’ipotesi di considerare immobili privati, scartando invece la possibilità di usare strutture comunali, soprattutto per gli alti costi di ristrutturazione e per quanto il Comune mette a bilancio per il settore che riguarda i servizi sociali.
«Il Comune di Como investe qualcosa come 2 milioni e 200mila euro per interventi indirizzati esclusivamente ai senza fissa dimora – aggiunge sempre Mario Landriscina – e dunque non è ipotizzabile che possano essere individuate e investite ulteriori cifre per questa operazione».
Il percorso dunque sembra essere ancora complicato, ma l’apertura e la disponibilità di alcuni soggetti potrebbero imprimere la svolta decisiva nella ricerca di una sistemazione fissa per chi vive in strada e ha bisogno di assistenza durante tutto l’anno e non solo nel corso dei mesi freddi.

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