Nuovo redditometro, “trappola” per i frontalieri

Lavoro oltreconfine

I conti detenuti in Svizzera rischiano di aumentare le attenzioni del fisco

(e.c.) La recente introduzione del redditometro potrebbe rivelarsi una trappola (almeno in senso burocratico) per i tanti frontalieri comaschi.
Il meccanismo del nuovo sistema per indagare le ricchezze degli italiani, come noto, si basa sui dati che gli istituti finanziari devono obbligatoriamente fornire al fisco. Toccherà poi all’Agenzia delle Entrate ricostruire le spese annuali di ogni contribuente, confrontarle con le entrate e, nel caso di incongruenze, far partire gli accertamenti

del caso.
In linea di massima, il range di indagine prenderà in considerazione le entrate e le uscite degli ultimi tre anni, e l’allarme rosso – per così dire – scatterà nel momento in cui la differenza fra il reddito e le spese risultasse superiore al 20%. In questo caso, il contribuente dovrà essere in grado di dimostrare che le spese sono state coperte con i risparmi accumulati negli anni passati o con altre entrate legittime e dichiarate.
Fin qui, dunque, il percorso (più o meno) lineare che interesserà molti cittadini con lavoro tra i confini nazionali.
Diversa, invece, la prospettiva per i frontalieri con residenza in Italia e, nel caso specifico nel Comasco, occupazione in Svizzera.
L’aspetto potenzialmente problematico, infatti, potrebbe essere il possesso di un conto oltreconfine, abitudine diffusa per molti frontalieri. Almeno formalmente, se i lavoratori non trasferiranno gli stipendi percepiti in Svizzera su un conto bancario italiano, all’Agenzia delle Entrate non risulterà alcun reddito. E, dal canto loro, le banche o la posta svizzere non forniscono informazioni al fisco italiano, sebbene i frontalieri siano già tenuti a riferirsi al proprio sindacato nel Cantone o al proprio Caf di riferimento in Italia per dichiarare il proprio conto in Svizzera.
Ad ogni modo, i frontalieri lariani che non fossero intenzionati a spostare dalla Confederazione alla madrepatria il proprio conto, dovranno quantomeno prepararsi ad esibire le buste paga svizzere o i propri estratti conto nel caso di controlli delle autorità italiane. E, naturalmente, essendo assolutamente certi di mostrare documenti relativi a un conto corrente regolarmente denunciato.
Altrimenti, la possibilità di contestazioni in merito alle eventuali discrepanze tra reddito, entrate ed uscite potrebbe preludere a indagini accurate e, nei casi di documentazione insufficiente, anche alle sanzioni del caso.

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