di Lorenzo Morandotti, Opinioni & Commenti

Occasioni mancate, ovvietà e degrado

di Lorenzo Morandotti

Anche la roboante festa di fidanzamento indiana a Villa Olmo è andata in archivio. Costituirà un precedente? In attesa che la storica dimora a lago del capoluogo torni a esprimere chiaramente la propria vocazione pubblica, dobbiamo aspettarci altri eventi simili, con bagaglio al seguito di restrizioni all’accesso e al traffico e conseguenti  polemiche? La politica dovrebbe interrogarsi su questo e prendere  atto che il Lario ha qualche problema a coordinarsi con se stesso, per far leva sui tesori che ha. Vedi, ad esempio, le “Giornate Europee del Patrimonio” sostanzialmente passate in sordina.

Per carità, niente di nuovo sotto il sole. Ci si muove come sempre in ordine sparso, ognuno cerca legittimamente di far fruttare eredità  ed energie, ci sono eccellenze che brillano di luce propria (ad esempio le storiche ville Carlotta,  Balbianello,  Melzi), altrove a volte arriva il colpo di fortuna (l’evento Dolce&Gabbana, i promessi sposi indiani), la vetrina importante che porta denaro e successo, ma quello di cui si sente sempre la mancanza, con il suo assordante silenzio, è  una visione d’insieme, una regia unitaria che  progetti soprattutto nell’interesse collettivo.

In assenza della quale non si giustifica ma certo si  comprende  meglio la pervicacia con cui manteniamo aree vaste di degrado che smorzano le luci accese, mortificano la qualità della vita di chi di le abita e sono un pessimo biglietto da visita per ci regala tempo e denaro decidendo di venire a trovarci, magari da molto lontano, magari ammaliato dalla fama che ammanta questi luoghi.

Ad esempio è mancato qualcuno che dicesse, prima dell’evento e non dopo, che la festa di fidanzamento in stile Bollywood data la presenza  di centinaia di invitati non poteva certo essere a costo zero sulla bilancia dei decibel  e che quindi sarebbe stata conseguenza necessaria, per i non invitati, sopportare un po’ di baccano e di giochi pirotecnici. D’altra parte, provate a dormire in albergo sul lungomare a Rimini d’estate, senza tappi nelle orecchie: il modello di sviluppo lariano a cui si guarda sarà sicuramente altro, vero?

Altre ovvietà sarebbero da rimarcare, ad esempio che sulle sponde  di un lago visitato e abitato da vip forse non starebbe male una fiera nautica. Cosa facilissima da dire ma complicata da attuare, ne convengo (meglio orientarsi sul lusso o sui mercati popolari? Tecnologia o tradizione?), ma  guarda caso l’ultimo ad aver sollevato il tema è il Museo della Barca Lariana di Pianello, tornato a navigare dopo 18 anni di stop. Altra ovvietà. Giorni fa ho fatto osservare  alla presidente del Palio del Baradello Laura Bordoli che avendo pressoché in contemporanea due manifestazioni legate al passato, ossia  il Palio del Baradello e la fiera patronale di Sant’Abbondio  (quindi non  epoche distanti fra loro come il Pleistocene e Risorgimento), la città  di Como forse potrebbe unire i due cartelloni, mantenendone naturalmente le identità, in un unico pacchetto promozionale. Di fatto il  contenuto  è rivolto allo stesso pubblico che in questi tempi decreta sempre più favori alle manifestazioni che rievocano storia e radici. La presidente ha convenuto che sarebbe proprio ora.

1 ottobre 2018

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