Olimpiadi invernali del 2026, il vento soffia anche su Como

La città di Como vista dall'alto

A soli 11 anni dal successo di Expo, Milano ospiterà le olimpiadi invernali nel 2026. L’accoppiata con Cortina fa già sognare e la vicinanza di Como con la Valtellina, sede di un villaggio olimpico a Livigno e di numerosi teatri di gara, inizia a far riflettere anche in riva al lago. L’obiettivo è sicuramente ancora molto lontano ma, come accadde per l’esposizione universale milanese, per intercettare le ricadute di un evento planetario e sviluppare strategie adeguate, non è mai troppo presto per iniziare a ragionare.
Non sarà infatti solamente Milano a beneficiarne. Il vento olimpionico dovrebbe soffiare anche in provincia di Como, cerniera di raccordo tra il capoluogo meneghino e la parte della Valtellina: l’Altolago, ad esempio, potrà essere una terra di mezzo e di passaggio per i flussi olimpici.
In tal senso di primaria importanza saranno le infrastrutture. «Si tratta di un argomento centrale – spiega Giuseppe Rasella, delegato al Turismo della Camera di Commercio – la Variante della Tremezzina, ma anche la Pedemontana o la tangenziale di Tirano sono opere decisive. Servirà poi un miglioramento dei collegamenti ferroviari: è impossibile, ad esempio, non disporre di una connessione tra Como e Malpensa». In un futuro prossimo si «dovranno sicuramente sviluppare in seno alla Camera di Commercio delle strategie per usufruire di questa occasione che avrà degli effetti positivi anche per il territorio comasco. In Altolago in inverno gli hotel sono in prevalenza chiusi ma ciò potrebbe però spingere a fare ragionamenti differenti – dice Rasella – Inoltre l’Olimpiade potrebbe aiutare la Brianza comasca e lecchese, territori più a contatto con la grande area milanese dove si concentreranno diverse attività olimpiche». Sono tutti temi da valutare sia «in seno alla Camera di Commercio di Como e Lecco sia come sistema Unioncamere al più presto. Anche perchè sarà un’occasione per le nostre aziende che potrebbero trovare del lavoro», chiude sempre Rasella.
Convinto della necessità di puntare sulle infrastrutture anche Raffaele Erba, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, che punta sulle ferrovie. «Nell’ultimo trimestre del 2018 – ricorda Erba – il consiglio regionale aveva assicurato interventi di rilievo, in particolare per potenziare la linea Tirano-Sondrio-Lecco-Milano qualora la scelta della sede dei giochi olimpici fosse ricaduta su Milano-Cortina. Adesso vedremo». L’auspicio è che non sia «un’Olimpiade di cemento ma un evento sostenibile. Si dovrà investire in mobilità integrata per dimostrare in concreto che per seguire una manifestazione così importante non è necessario utilizzare i mezzi privati», aggiunge Raffaele Erba.
E infine la voce del vicepresidente degli albergatori comaschi, Andrea Camesasca. «Non aspettiamo troppo, siamo già in ritardo. Abbiamo visto come Expo abbia funzionato e come dopo anni dall’evento ci sia ancora effervescenza anche sul nostro territorio – spiega Camesasca – Da domani dobbiamo agire con un piano di intenti, con azioni e programmi. Elogio il grande lavoro di chi ha portato questo grande risultato in Italia ma sarà necessario lavorare per avere le infrastrutture. Inutile ottenere simili successi se poi non ci sono le interconnessioni. A partire ovviamente dalla Variante della Tremezzina, alla tangenziale di Como, alla conclusione di Pedemontana. Anche perchè le distanze che ci sono tra Milano, Cortina e la Valtellina, in confronto ad altri luoghi dove sono state organizzate manifestazioni simili, sono risibili, ma i luoghi devono però essere connessi tra di loro, altrimenti sarà impossibile riuscire a far muovere le persone».

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