Omaggio a Fausto Coppi targato Museo del Ghisallo

Fausto Coppi

Arrivano dal Lario, in particolare dal Museo del Ciclismo del Ghisallo, alcuni dei cimeli che a Varzi, nell’Oltrepò Pavese, raccontano il mito del Campionissimo, morto sessant’anni fa. Fausto Coppi si spense infatti il 2 gennaio del 1960 a Tortona, all’età di 40 anni.
Nella sala consiliare del municipio di Varzi, comune in provincia di Pavia dove il Campionissimo vinse la sua prima corsa, fino al 2 febbraio sarà visitabile una rassegna patrocinata da Regione Lombardia e dedicata al mito a due ruote, con le opere di Miguel Soro e alcuni cimeli del Museo del Ghisallo e del Museo Alessandria Città delle Biciclette (Acdb).
“In arte Coppi” è il titolo della rassegna che è stata inaugurata il 28 dicembre scorso per celebrare il centenario del Campionissimo (era nato il 15 settembre 1919 a Castellania, in provincia di Alessandria) e, nello stesso tempo, il 60° anniversario della sua morte, che ricorre oggi.
In mostra anche una parte della produzione artistica del pittore spagnolo Miguel Soro che ha dedicato quasi 50 opere a Fausto Coppi. «Con questa iniziativa – ha ricordato il sindaco di Varzi, Giovanni Palli – abbiamo voluto sottolineare il legame di Coppi con Varzi, dove il 7 maggio del 1939 vinse la sua prima corsa inaugurando così una carriera formidabile».
Con le 10 opere di Miguel Soro sono in esposizione anche due pezzi da novanta, come la bicicletta del garzone Coppi, proveniente dalla Collezione Chiapuzzo e prestata dal Museo Acdb di Alessandria, e la maglia di campione del mondo di Fausto Coppi, conquistata a Lugano nel 1953, proveniente dal Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo di Magreglio insieme alla Bianchi 1947 del gregario di Fausto Coppi, Bruno Pasquini (collezione Trevisan).
Va ricordato che da corridore il Campionissimo si tolse molte soddisfazioni in terra lariana. Coppi continua infatti a detenere il record di vittorie del Giro di Lombardia: nel suo palmares ben cinque affermazioni, di cui quattro consecutive, tra il 1946 e il 1949. La quinta nel 1954. Nel 1948 stabilì il primato della scalata al Ghisallo, salendo in 25’30’’ sugli 8,8 chilometri, migliorando il precedente record di ben 1’43’’.
Non solo. Il 5 giugno 1952 andò in scena la cronometro del Giro d’Italia da Erba a Como, vinta proprio da Fausto Coppi. Con quel successo il leggendario ciclista di Castellania diede la stoccata decisiva per la conquista della “Corsa rosa”. Tra i tanti trofei, uno dei più importanti è arrivato a pochi chilometri dal Lario, con la vittoria ai Campionati del Mondo di Lugano, in Canton Ticino, nell’edizione 1953 della corsa iridata.
La mostra “In arte Coppi” resterà aperta, come detto, fino al 2 febbraio 2020 nella sala consiliare del Comune di Varzi. L’ingresso è gratuito. Orari: venerdì e domenica dalle ore 10 alle 12, il sabato dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18.

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