Omaggio a Ivan Graziani

Ivan Graziani

Venerdì sera a Cantù in Piazza Garibaldi un grande omaggio a una leggenda della canzone italiana: Ivan Graziani. Le sue più belle canzoni saranno cantate da suo figlio Filippo Graziani accompagnato dalla band. Inizio live alle ore 21. Ingresso libero.

Un grande della musica italiana legato al Lario e al suo territorio, Graziani.
Il suo periodo comasco merita di essere conosciuto. Graziani, infatti, ha a lungo collaborato con la coppia principe della musica italiana, Mogol-Lucio Battisti, che aveva la sua base allo studio Mulino, ad Anzano del Parco.
Battisti e Graziani si conoscevano dalla fine degli anni ‘60: una collaborazione diventata effettiva nel 1975, quando l’autore di “Pigro” e “Monna Lisa” fu chiamato in Brianza per suonare chitarre mandolino nell’album “Lucio Battisti, la batteria, il contrabbasso, eccetera”.
E i primi album di successo di Graziani furono registrati proprio ad Anzano del Parco: “I lupi” (1977, conteneva la famosa “Lugano addio) e lo stesso “Pigro”, nel 1978,
Sempre la località dell’Erbese in quel periodo ospitò la registrazione di “Ullalà”, di Antonello Venditti, con Graziani alle chitarre.
Peraltro il cantautore scomparso il 1° gennaio del 1997 ha dedicato a una storia di confine italo-svizzero uno dei suoi brani più famosi, “Lugano addio”.
«Ci recavamo spesso in Canton Ticino – ha ricordato qualche anno fa Anna Bischi, la moglie di Graziani, in una intervista al nostro giornale – Superare la dogana aveva il suo fascino, non come oggi, che è cosa normale. Le frontiere separavano davvero due Paesi. Ci facevano scendere dalla macchina e ci perquisivano. Una volta a Chiasso hanno preso nostro figlio e l’hanno praticamente sequestrato. Continuavano a chiedergli se noi fossimo i suoi veri genitori e lui piangeva».
«A Como avevamo amici – aveva aggiunto la moglie – Ricordo bene il periodo ad Anzano, quando Ivan era impegnato a registrare e io mi muovevo verso la città. Era una situazione particolare, perché si lavorava, ma la struttura dava anche la possibilità di dormire e si mangiava sul posto. Mio figlio Tommaso giocava con Luca, il figlio di Battisti. La cuoca era la moglie del custode. In un’occasione vi fu un’alluvione, con lo studio inondato e tavoli e strumenti che galleggiavano».

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