Omaggio ad Alessandro Volta con il “Corriere della Sera”

Como, monumento ad Alessandro Volta

Torna in edicola questa settimana nella prestigiosa collana “Grandangolo Scienza” con il “Corriere della Sera” una galleria di ritratti – sono 40 in tutto – dedicati agli scienziati più importanti della storia.
Si tratta di un viaggio coinvolgente tra le idee e gli uomini che hanno rivoluzionato il nostro passato e immaginato il nostro futuro. Da Newton a Einstein, da Archimede a Galileo, da Fibonacci a Turing: libri chiari, concisi e completi ci condurranno tra numeri e formule, fino a svelare i misteri di matematica, fisica e chimica.
A partire da domani sarà riproposta, nell’ambito di questa serie che già ha avuto successo nel 2017, l’opera dedicata ad Alessandro Volta, che si deve a Gianluca Lentini, formatosi all’Università Statale di Milano (laurea in Scienze Geologiche, indirizzo Geofisico). Lentini dal 2015 lavora nell’ente di ricerca del Politecnico di Milano “Poliedra” nella progettazione in ambito climatico, ambientale e di mobilità e in progetti per l’ambiente montano.
«Il Politecnico è fermo per l’emergenza sanitaria – dice Lentini – ma anche noi come molti stiamo lavorando in modalità telelavoro ai nostri progetti e uno riguarda proprio la mobilità della città di Volta ossia Como: siamo ancora allo stato embrionale della ricerca».
Il Volta raccontato da Lentini come detto ha avuto già successo tre anni fa e ora viene ripresentato in un momento in cui proprio dalla scienza, in questo caso dalla medicina, si attendono decisivi risultati per risolvere un’emergenza diventata globale. La ricerca è giustamente sotto i riflettori, con i suoi protagonisti e i suoi legami con la società e con l’economia.
«Quando è uscito il mio libro su Volta è stato ben apprezzato dal pubblico e mi fa piacere che torni oggi in edicola. Il fisico lariano è un autentico faro per chi fa scienza anche oggi, è stato un unificatore, ha tracciato un’intersezione inedita tra la fisica e la chimica – dice Lentini – Il mio libro parte raccontando l’invenzione principale voltiana ossia la pila elettrica (presentata in una lettera del 1800), poi passa ad esaminare le principali opere voltiane. Lo scienziato comasco, come documenta l’ampia mole dei suoi scritti, ebbe contatti molto proficui con i maggiori scienziati dell’epoca, da Lavoisier, a Priestley, Bernoulli, Laplace. Eminente sperimentatore, Volta discuteva le sue “mille e variate sperienze” e le metteva a disposizione dei chimici e dei filosofi naturali dell’epoca».
Gli influssi della pila sono innumerevoli: «La pila permette che la forza elettrica, una forza fondamentale della natura che già era nota fin dai greci ma che nessuno aveva saputo utilizzare, venga messa a disposizione dell’umanità. Una svolta di portata analoga avverrà solo nel XX secolo con le forze nucleari». «La pila di Volta diede poi – conclude Lentini – un contributo fondamentale per la scoperta di molti elementi chimici, e il contributo di Volta portò a scoperte fondamentali come la composizione dell’acqua, effettuata da Lavoisier».

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