Omicidio di Antonio Deiana: al via l’Appello

Il Tribunale di Milano

Non sono mancate le sorprese nella prima udienza del processo in Corte d’Assise d’Appello a Milano per l’omicidio di Antonio Deiana. In aula c’è Nello Placido, condannato in primo grado a Monza a 22 anni. Nel corso del primo processo era emerso che Deiana era stato ucciso con almeno quindici coltellate. I resti furono trovati in uno scantinato nelle disponibilità di Luca Sanfilippo, altro indagato il cui percorso processuale ha seguito strade diverse.
L’uomo, fermato dalla polizia, aveva confessato l’omicidio dicendo di aver ucciso il comasco da solo. Gli agenti avevano invece proseguito l’indagine fino ad arrivare al fermo anche di Nello Placido, monzese 45enne. Antonio Deiana uscì di casa il 20 luglio 2012 e non fece più ritorno.
Le ricerche proseguirono per anni fino a quando la squadra Mobile riuscì a ricostruire l’accaduto e (con la collaborazione di Sanfilippo) ad arrivare nello scantinato di Cinisello Balsamo dove era stato seppellito Deiana. Il delitto sarebbe maturato al termine di un litigio per questioni di droga.
Anche il fratello di Antonio, Salvatore, era stato ucciso e seppellito in un bosco di Oltrona San Mamette. In quel caso le indagini avevano portato ad attribuire il delitto a soggetti che ruotavano attorno alla criminalità organizzata calabrese. E proprio il fascicolo integrale di questo delitto è stato acquisito dalla Corte d’Assise d’Appello su richiesta della difesa di Placido, che ha sempre sostenuto come i mandanti del delitto di Antonio Deiana potessero essere gli stessi di quelli del fratello. L’udienza è stata rinviata a marzo, quando in aula verrà sentito proprio Sanfilippo, condannato a 18 anni. Anche Placido ha chiesto di poter rilasciare delle dichiarazioni.

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