Operazione “Infinito”, 130 anni di carcere ai comaschi

’Ndrangheta – Dopo una camera di consiglio che si è protratta per due giorni, il giudice per l’udienza preliminare ha pronunciato ieri il dispositivo
Il capo della locale di Erba ha preso 15 anni di prigione, 10 e 8 anni ai reggenti della cosca di Mariano
Più di 130 anni di condanna per gli imputati “lariani” del maxi-processo alle ’ndrine lombarde. Il giudice dell’udienza preliminare di Milano, Roberto Arnaldi, al termine di una camera di consiglio protrattasi per due giorni, ha sciolto ieri sera, dopo le 20, le riserve sull’operazione “Infinito” e, di conseguenza, sulla ’ndrangheta in Lombardia e nella provincia di Como. Pesanti le condanne per la quasi totalità degli imputati, e questo nonostante la scelta del rito abbreviato che comporta

la riduzione di un terzo della pena.
Sgominate, in pratica, tutte le “locali” attive sul territorio: quella di Erba – la più numerosa, il cui leader, Pasquale Varca, è stato condannato a 15 anni, mentre Francesco e Luigi Varca rispettivamente a 9 anni e 2 mesi e 9 anni e 4 mesi – quella di Mariano Comense (con Francesco e Rocco Cristello condannati a 8 e 10 anni) e quella di Canzo, il cui capo, Luigi Vona, ha preso 10 anni.
Sul fronte invece della Perego Strade – in attesa delle decisioni sul canturino Ivano Perego, che ha scelto il pubblico dibattimento – la società attiva nel settore del movimento terra che secondo l’Antimafia aveva finito con il cadere tra i tentacoli della ’ndrangheta, una pesante condanna ha colpito Salvatore Strangio, l’uomo delle ’ndrine all’interno dell’impresa. Per lui il gup ha sentenziato 12 anni.
In totale, dunque, per i “comaschi”, oltre 130 anni di condanna, qualcuno meno rispetto alle richieste dell’accusa (che aveva invocato 184 anni di pena per gli imputati comaschi), comunque impressionanti per una provincia che si sta accorgendo giorno dopo giorno di convivere a stretto contatto con la malavita organizzata.
Tutto questo, ovviamente, in primo grado.
Gli imputati avranno ora – dal momento del deposito delle motivazioni della sentenza che già fin da ora si preannunciano mastodontiche – il tempo per ricorrere in secondo grado per rivendicare la propria innocenza.
Da segnalare, ieri sera, al termine della lettura delle condanne, le proteste dei detenuti che, all’indirizzo del giudice, hanno urlato a più riprese «vergogna» e «buffoni», applaudendo ironicamente per protesta.
Insomma, il gup, con la sentenza di ieri sera, giunta dopo 32 ore di camera di consiglio, ha scritto una pagina importante per la Lombardia e la provincia di Como, ritenendo provata la presenza e l’attività in tutta la regione delle famiglie ’ndranghetiste calabresi. In tutto, sono state 110 le condanne lette in aula (gli imputati erano 119). L’attenzione si sposta ora sui 39 imputati che invece hanno optato per il giudizio in un pubblico dibattimento.

Mauro Peverelli

Nella foto:
Si è concluso con una serie di condanne il primo grado di giudizio del processo alle locali lombarde della ’ndrangheta

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.