Opposizioni all’attacco. Ma c’è malumore anche nella maggioranza

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Maggioranza in affanno, minoranze all’attacco. Il copione, anche questa volta, è rispettato. La vicenda Ticosa e lo stop brusco impresso al progetto di riqualificazione della vasta area di via Grandi fanno dannare l’anima ai sostenitori della giunta Lucini e, nel contempo, cementano le convinzioni negative di chi alla stessa giunta si oppone.
Stefano Legnani, capogruppo del Pd a Palazzo Cernezzi, mostra preoccupazione. «Se il problema è normativo, mi sembra sbagliato addossare a qualcuno

la colpa di questo stallo. Personalmente credo che sia utile e necessario andare avanti, trovare la soluzione. Rifare la gara sarebbe negativo».
Meno diplomatico è invece Gioacchino Favara, consigliere comunale del Pd che da tempo segue il progetto Ticosa con particolare interesse. «Fermare le macchine sarebbe una sconfitta per la città. Oggi c’è un operatore economico disposto a spendere milioni di euro in un momento di fortissima crisi, ma ancora una volta sembra che si voglia fare vincere il partito del non fare. Il Pd deve porsi seriamente il problema di avere a livello nazionale un leader molto pragmatico e, sul territorio lariano, una giunta immobile. Chi osserva non capisce. Tornare indietro non sarebbe un guaio, sarebbe un dramma. Se dovessimo ripartire dalla fase progettuale non basterebbero altri 5 anni. Altro che “Como cambia passo”. Qui c’è soltanto “Como che resta immobile”».
Critiche dure, quelle di Favara, che riecheggiano ovviamente nelle parole dei consiglieri di minoranza. L’ex assessore Enrico Cenetiempo, oggi nel Gruppo misto, si chiede come sia stato possibile che «nessuno si sia accorto prima di questo intoppo. Il sindaco venga in consiglio comunale a relazionare su Ticosa e paratie. Quando sedeva sui banchi dell’opposizione Lucini invocava la trasparenza su ogni cosa, ma oggi che fa il sindaco sta nascondendo tutto».
Anche Alessandro Rapinese, capogruppo di Adesso Como, non risparmia giudizi taglienti. «Il centrosinistra propone progetti irrealizzabili, nella loro politica non c’è nulla di concreto. Sulla Ticosa, alla luce di quanto sta accadendo, era forse il caso di fermarsi. Anche la bonifica, che ci costerà moltissimo, potrebbe rivelarsi alla fine un lavoro inutile. Soprattutto se l’area dovesse tornare a essere un parcheggio a raso. E in ogni caso, creare un’ennesima zona commerciale dopo aver messo a ferro e fuoco il centro storico sarebbe comunque un grave errore».
Sergio Gaddi, capogruppo di Forza Italia, attacca sul piano squisitamente politico. «Non pensavo che potessero esserci tanta improvvisazione e tanta incapacità – dice – Quelli di Lucini sono proclami scritti sulla sabbia e non vale più dire: “il problema lo abbiamo ereditato”. È un alibi che dopo due anni ha perso ogni credibilità».
Sulla Ticosa, insiste Gaddi, «Lucini viene da 10 anni di opposizione in cui ha tempestato gli uffici di richieste di documenti e informazioni. Sul tema sa tutto. Non ci sono fatti imprevisti o imprevedibili. Quindi, delle due l’una: o non conoscevano il problema, e allora c’è incompetenza. O ne erano consapevoli. E allora, giudichino i cittadini».

Nella foto:
Gioacchino Favara

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