Ora Como inizia a sognare un nuovo stadio Sinigaglia. Pettignano: «Ci sono tutti i presupposti per discuterne»

Stadio Sinigaglia veduta aerea

Stadio Sinigaglia, con la squadra in serie C e la nuova proprietà, città e tifosi ora possono sognare a occhi aperti. Il tema della storica casa del Calcio Como torna d’estrema attualità nel dibattito cittadino.
Si parte da due presupposti, che negli ultimi venti-trent’anni difficilmente si sono verificati.
In primo luogo la nuova proprietà della società azzurra non ha alcuna intenzione di spostarsi dall’unico stadio direttamente sul lago (definito il più bello del mondo). Inoltre, i nuovi investitori stranieri hanno (almeno sulla carta) capacità finanziarie molto importanti.
Dagli anni Ottanta, passando per l’era Preziosi, la questione di uno stadio per il calcio professionistico (serie A o serie B che fosse) aveva sempre portato a pensare a un trasloco dal Sinigaglia verso la periferia. A Lazzago negli anni Ottanta, a Villa Guardia, all’inizio del terzo millennio. In ogni caso, lontano dal centro e dalla zona sportiva e monumentale della città, ricca di gioielli razionalisti unici al mondo.
Nel frattempo il modo di vivere lo sport è cambiato. Guardare la partita rappresenta solo una parte del business calcio. Michael Gandler, amministratore del club, è uomo di business e di marketing. La Sent Entertainment Ltd si occupa di media e intrattenimento.
Nel suo primo incontro con la stampa, Michael Gandler è stato pragmatico. «I tre punti più importanti? Lo stadio Sinigaglia, il centro sportivo e continuare a vincere sul campo. Como, come città e territorio, offre grandi opportunità di sponsorizzazione e di business – ha detto – Intendiamo fare investimenti, a partire dallo stadio Sinigaglia, che è il più bello del mondo. Per la posizione, la vista che offre e la sua storia non vale la pena pensare ad altre soluzioni. Sicuramente dobbiamo parlare con il Comune per avere una concessione a lungo termine, come impone il calcio moderno».
Un contratto pluriennale. Attualmente il Como ha un accordo con il Comune fino al 2020, un biennale, con tutte le rate d’affitto saldate a oggi.
«Confermo che ieri è stato fatto il bonifico – dice l’assessore al Patrimonio, Francesco Pettignano – La nuova proprietà, fin dal primo incontro ha dato garanzie su questo tema e ha riallineato le pendenze. Si tratta di un presupposto importante, ora che ci è stato chiesto di valutare nuovi progetti».
Il sogno corre così su uno stadio a modello inglese, un Como Stadium, con galleria commerciale, un albergo, sky box, ristorante con vista lago e campo, parcheggi sotterranei, una viabilità differente, con accessibilità anche con mezzi pubblici e l’allargamento dei giardini.
«Su queste cose è meglio non correre troppo – sorride Pettignano – stiamo comunque parlando di un bene vincolato».
Vincoli monumentali che negli anni non hanno preservato il Sinigaglia da autentiche violenze. La curva di tubolari, realizzata nell’estate 2002 per l’ultima serie A degli azzurri, è ancora lì, dopo diciassette anni. È ormai vicina alla maggiore età.
«Sicuramente da parte del Comune c’è voglia di collaborare – dice ancora Pettignano – Lo abbiamo espresso già durante la prima riunione. Ora che è arrivata la serie C ci metteremo presto ancora attorno a un tavolo ad ascoltare quali sono le proposte. Sicuramente agiremo per il bene della città e dello sport. Se voi però parlate di impegni importanti, noi possiamo solo collaborare, ma gli interventi e gli oneri spettano a chi gestisce lo stadio».
Non si sottrae a una battuta neppure il sindaco di Como, Mario Landriscina.
Già ieri, su queste colonne, il sindaco di Como, nel congratularsi con la squadra, lo staff tecnico e la società per il brillante traguardo raggiunto, aveva espresso positività, se non entusiasmo riguardo i futuri rapporti tra Palazzo Cernezzi e Calcio Como.
Ieri, riguardo espressamente la questione del Sinigaglia, Mario Landriscina ribadisce.
«Il tema dello stadio andrà attentamente vagliato e sappiamo che per la nuova società è una priorità – ha spiegato il sindaco – Ovviamente, se al nostro imminente incontro la nuova proprietà si presenterà già con progetti e idee in tal senso, saremo ben lieti di ragionarci».

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