Ospedale di Menaggio, emergenza personale. Mancano medici e infermieri, servizi a rischio

L'ospedale di Menaggio (foto Nassa)

Emergenza personale all’ospedale di Menaggio. La soddisfazione per il ritorno del presidio da Sondrio a Como, invocato a gran voce dal territorio, è durata solo pochi mesi. Dopo la retromarcia della Regione su quanto previsto dalla riforma sanitaria, l’Erba Renaldi è tornato a far parte dell’Asst Lariana, ma ora la difficoltà è legata alla grave mancanza di medici e infermieri.
Al momento, sono almeno 37 le figure professionali che mancano all’appello tra camici bianchi e infermieri, un numero importante che rischia di mettere a rischio alcuni servizi.
«La preoccupazione è forte – dice Cesare Guanziroli, Cisl Medici – Purtroppo parliamo di una carenza importante di personale ed è difficile in questa situazione garantire i servizi con la sicurezza necessaria per il personale stesso, oltre che per i pazienti».
«Ben venga il ritorno a Como, lo abbiamo sempre sostenuto – aggiunge il referente dei medici della Cisl – ma il servizio che offriamo ai cittadini deve essere supportato da risorse adeguate, tra l’altro senza mandare in sofferenza il Sant’Anna con spostamenti di personale».
Il malcontento è palese. «È necessario fare un ragionamento complessivo anche con le altre strutture sanitarie del territorio – aggiunge Guanziroli – È importante comunque ribadire che il problema non è legato a scelte della direzione dell’Asst Lariana, che subisce la scarsa programmazione regionale e nazionale. Anche volendo assumere personale, le figure necessarie non si trovano».
Il direttore generale dell’Asst Lariana Fabio Banfi conferma che la gestione del presidio di Menaggio è una priorità. «Stiamo mettendo a punto una serie di provvedimenti che nel breve e medio periodo ci consentiranno di contenere le difficoltà del presidio – dice il numero uno di via Ravona – Il pronto soccorso resterà aperto 24 ore su 24 e stiamo lavorando per mantenere un livello di prestazioni in linea con quanto previsto per le aeree geomorfologicamente disagiate».
«Tramite concorsi e procedure ad hoc proveremo a reperire il personale mancante – aggiunge Banfi – Stiamo valutando anche un sistema premiante che preveda incentivi economici per gli operatori che si metteranno a disposizione. Lavoriamo in collaborazione con le organizzazioni sindacali e con la filiera politico istituzionale del territorio».

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