Ospedali comaschi promossi. Bocciate solo due prestazioni

Bollino rosso al Valduce per la cura degli scompensi cardiaci e al Sant’Anna per la tecnica utilizzata per asportare la cistifellea
Numerose eccellenze, qualche scivolone e un quadro generale perfettamente nella media nazionale. La sanità comasca regge bene il confronto con le altre strutture sanitarie lombarde e di tutta Italia, oggetto per la prima volta di un dettagliato confronto basato su parametri oggettivi, numeri che garantiscono la possibilità di dare giudizi che ciascun paziente può esaminare e utilizzare per le proprie scelte.
Il dossier, pubblicato in esclusiva da “Focus”, mostra i dati ufficiali della qualità
delle cure per alcune tra le patologie più diffuse. La situazione è riferita al 2010 e tiene conto di oltre 1,2 milioni di ricoveri effettuati negli ospedali pubblici e privati di tutta Italia. Per ciascuna patologia, nell’elaborazione delle classifiche sono state poi tenute in considerazione esclusivamente le strutture sanitarie che trattano un numero di casi superiore a una soglia minima, stabilita di volta in volta.
L’analisi dei dati, effettuata su indicazione del ministero della Salute, procede ormai dal 2005, ma questa pubblicazione, relativa come detto al 2010, è la prima in assoluto. L’elaborazione dei parametri è stata coordinata dall’epidemiologo Carlo Perucci, che ha lavorato con i ricercatori del Dipartimento di epidemiologia del Lazio, Asl Roma.
La sanità comasca nel suo complesso, in linea generale, si può considerare promossa nell’ambito dello studio. La struttura sanitaria inevitabilmente più monitorata, perché presente in quasi tutte le graduatorie, è il Sant’Anna, seguita dal Valduce e quindi dal Moriggia Pelascini di Gravedona, dal Fatebenefratelli di Erba e dal Sant’Antonio Abate di Cantù. A fronte di qualche, fortunatamente rara, bocciatura – intesa come parametri al di sotto della media nazionale – sono significative le eccellenze, che spaziano nei più svariati settori.
Per completezza di informazione, va segnalato che il 2010, per il principale ospedale di Como, è stato un anno particolare perché ha segnato il passaggio dal vecchio presidio di via Napoleona alla nuova struttura di San Fermo della Battaglia, trasferimento avvenuto nel mese di settembre.
CARDIOLOGIA
Sul fronte del trattamento dell’infarto del miocardio il Sant’Anna di Como brilla tra le strutture in Italia che vantano dati eccellenti. Nel reparto sono stati trattati 332 casi, con un rischio di mortalità aggiustato, ovvero che tiene conto delle caratteristiche del paziente e della complessità del caso, pari al 6,6%, migliore rispetto alla media nazionale. Il 52% dei casi, dato anche questo migliore rispetto al trend generale, è stato trattato con un intervento di angioplastica entro 48 ore. Entrando ancora più nel dettaglio, il rischio di mortalità a 30 giorni dall’intervento di angioplastica coronarica preventiva è stato pari a zero al Sant’Anna.
Per quanto riguarda gli altri ospedali che ricoverano più di 50 pazienti l’anno con diagnosi di infarto acuto, il rischio di mortalità è nella media nazionale per il Fatebenefratelli di Erba (8,17), il Moriggia Pelascini di Gravedona (11,22) e il Valduce (11,90).
Passando allo scompenso cardiaco, rischio di mortalità a 30 giorni dal ricovero in linea con il trend generale italiano per tutti gli ospedali comaschi a eccezione del Valduce, che raccoglie un bollino rosso per un indice pari a 12,70 (la media nazionale è l’8,79%) su 228 pazienti trattati. Il Sant’Anna è a 6,32 con 382 malati ricoverati.
NEUROLOGIA
La prestazione presa come oggetto di valutazione è il trattamento dei pazienti colpiti da ictus, terza causa di morte e prima di disabilità permanente. Due gli ospedali comaschi che hanno ricoverato più di 50 pazienti, Sant’Anna e Valduce, entrambi con un rischio di mortalità nella media nazionale e pari rispettivamente a 7,64 e 11, con 249 e 178 malati assistiti. In media anche il dato sul rischio di un nuovo ricovero nel mese successivo a una prima dimissione (9,59 e 10,88).
CHIRURGIA
Esclusa la chirurgia vascolare, che nel 2010 non veniva trattata in modo significativo in alcun ospedale del territorio lariano, l’altro parametro preso in esame nel dossier riguarda la colecistectomia, ovvero l’asportazione della cistifellea. Il parametro utilizzato come riferimento è relativo alla percentuale di interventi, sul totale, effettuati in laparoscopia, ovvero con una tecnica meno invasiva.
In questo caso, il Sant’Anna si piazza ben al di sotto della media nazionale, fermandosi al 63,94% dei 138 malati che hanno subìto l’asportazione della cistifellea, contro una media nazionale superiore al 97%. L’esito degli interventi è poi confortante perché perfettamente nella media, ma al Sant’Anna viene assegnato un bollino rosso per il basso ricorso a una tecnica considerata ormai comune nella maggior parte degli altri ospedali. Non a caso, la quota delle operazioni effettuate in laparoscopia è sempre superiore al 90% per Valduce, Villa Aprica, Fatebenefratelli di Erba e pure Sant’Antonio Abate di Cantù, presidio che fa capo alla stessa azienda ospedaliera di via Ravona.
ORTOPEDIA
La frattura del collo del femore in pazienti al di sopra dei 65 anni è la prestazione scelta per dare i voti all’ortopedia. Promossi tutti gli ospedali comaschi che trattano oltre 50 casi all’anno, Sant’Anna, Fatebenefratelli e Sant’Antonio Abate. Positivo il giudizio anche per l’artroscopia del ginocchio, effettuata con risultati perfettamente nella media nazionale al Cof di Lanzo Intelvi e a Villa Aprica.
PNEUMOLOGIA
La bronco-pneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) è in costante aumento e provoca un numero sempre maggiore di decessi. È causata principalmente dal fumo. Nel 2010, al Sant’Anna i ricoveri sono stati 167. I parametri utilizzati per giudicare l’assistenza offerta dagli ospedali riguardano il rischio di un secondo ricovero nei 30 giorni successivi alla prima dimissione e il rischio di mortalità nel mese successivo alla degenza. Promossi per entrambi i fattori Sant’Anna, Moriggia Pelascini, Valduce, Fatebenefratelli, Felice Villa di Mariano Comense e Sant’Antonio Abate. Da segnalare il risultato eccellente del Cof di Lanzo, che con un rischio di secondo ricovero del 5,56% con ben 215 pazienti ricoverati ottiene uno dei migliori risultati della Lombardia e d’Italia.

Anna Campaniello

Nella foto:
Nel complesso la sanità comasca regge bene il confronto con il resto d’Italia

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