Categories: Opinioni & Commenti

Ostacoli e lentezze della burocrazia

di Giorgio Civati

Guardando alla cronaca ma anche alla storia recente di questo nostro Paese emerge uno spaccato di Italia sempre più in balìa di regole e regolette, leggi e norme. Prendiamo Roma e il governo nazionale: da una parte c’è l’indirizzo politico, il “disegno” degli eletti dal popolo che, ovviamente, vogliono mettere in pratica quanto promesso; dall’altra parte ci sono decenni di leggi e di regolamenti, italiani ed europei, migliaia di burocrati, centinaia di funzionari. Il risultato è una lentezza esasperante nel far cambiare rotta alla macchina amministrativa. Quasi un immobilismo. Assurdo, perché – come ama ripetere uno dei due leader dell’attuale maggioranza, il leghista Matteo Salvini – se questo governo ha raccolto il voto di qualche milione di italiani, deve poter lavorare come ha annunciato. Su Genova vorremmo invece portare l’attenzione su un aspetto singolare, e cioè sulla realizzazione di un progetto da parte dell’architetto Renzo Piano per il ponte crollato. Una specie di regalo alla città, in tempi rapidissimi, da parte di uno che non è l’ultimo arrivato ma, appunto, una star dell’architettura di rilevanza mondiale. Ebbene, qualcuno di fronte all’iniziativa ha invocato regole, gare, procedure. Una sorta di “non si fa così”.  Un “grazie architetto Piano” sarebbe stato più consono, e invece quello non l’abbiamo sentito dire. Insomma, sembrano valere sempre e soprattutto regole buone quasi solo a frenare, norme contorte che sembrano fatte apposta per dare potere ai burocrati. Situazione che, a quanto pare, vale anche per Como. Proprio di recente il primo cittadino del capoluogo lariano ha ventilato una situazione della macchina comunale caratterizzata da ostacoli e lentezze. Senza guardare alle paratie o alla Ticosa, Como appare bloccata dalle erbacce nei cimiteri, ferma come le lancette degli orologi pubblici che dopo due anni non si riescono a riparare. Ci siamo dati così tante regole per impedire ai soliti furbetti di approfittarne? Probabile, ma con il passare del tempo la situazione è evidentemente sfuggita di mano. Oggi  trattiamo il taglio dell’erba nei cimiteri come fossero scorie nucleari. E Landriscina, che qualche mese fa aveva annunciato la reintroduzione dello stradino, a quanto pare nemmeno questo è riuscito a fare. Un operaio con un badile, una scopa e una carriola? Senza bando e senza gara? Ma siamo matti?

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