Padre Ambrosoli sarà beato nel novembre 2021

Padre Giuseppe Ambrosoli, il “medico della carità”

Slitta al novembre 2021, causa pandemia, la beatificazione del comasco padre Giuseppe Ambrosoli, il “medico della carità” e fondatore dell’ospedale di Kalongo, strategico avamposto sanitario in Uganda. Nei giorni scorsi la struttura ha registrato i primi casi positivi al coronavirus. Tutte le nove persone contagiate sono state immediatamente ricoverate nell’unità d’isolamento, due di loro sono state poi trasportate al Gulu Regional Referral Hospital, l’ospedale regionale di Gulu, come da protocollo governativo. Per fortuna l’allarme pare sia rientrato come spiega la comasca Giovanna Ambrosoli, presidente della Fondazione Ambrosoli e nipote del comasco padre Giuseppe Ambrosoli, “medico della carità” e futuro beato della chiesa cattolica, come detto. “Una parte dei positivi ha avuto sintomi limitati, per il resto si sta attendendo l’esito dei test e si attuano le profilassi opportune” dice Giovanna Ambrosoli. Va detto che i costi per la struttura sono aumentati a causa del Covid 19: i presidi sanitari da acquistare per la prevenzione sono un ulteriore aggravio di spesa per una struttura già fragile e che ha bisogno anche dell’aiuto dei comaschi, da sempre generosi sostenitori, per andare avanti. Dal 1998 al 2018 la Fondazione ha raccolto 2.500.000 euro di erogazioni a supporto dell’ospedale, mantenerlo costa ogni anno circa 1,5 milioni di euro. Di recente l’ospedale fondato da padre Ambrosoli ha dovuto fronteggiare una grave epidemia di malaria. L’ospedale di Kalongo soffre per la sua collocazione, è in mezzo alla savana, non si raggiunge su strade asfaltate, ma è anche l’unico avamposto di salute per un’area che va oltre il distretto, su cui insistono 230mila persone. È l’unico ospedale con sale chirurgiche della zona e vi fa capo mezzo milione di persone. “La pandemia ha complicato tutto – dice Giovanna Ambrosoli – Non solo perché nel frattempo eravamo già alle prese con la malaria, ma anche perché oltre all’aggravio dei costi per i presidi sanitari si è aggiunto il venir meno dei contributi statali ugandesi alle attività di vaccinazione e profilassi sanitaria sul territorio del distretto che fa capo all’ospedale di Kalongo sul territorio ugandese, fondi che non sono finora stati erogati”.

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