Padre Zanotelli: «Umanità in bancarotta, voi giovani dovete ripensare tutto»

Alex Zanotelli

«Bancarotta dell’umanità». Usa un’espressione durissima padre Alex Zanotelli, al culmine del suo intervento nella chiesa di Sagnino gremita di comaschi in ascolto. Il missionario, invitato dalla Caritas diocesana e dai Comboniani, ha tenuto lunedì scorso una conferenza sul tema “Testimone e annunciatore della misericordia di Dio”.
Il religioso, in passato direttore della rivista “Nigrizia”, ha vissuto in una baraccopoli in Sudan per dodici anni, poi tra gli ultimi nello slum di Korogocho a Nairobi e oggi risiede nel quartiere Sanità di Napoli. Al centro della sua esperienza personale ci sono sempre stati i poveri. «In chiesa si dicono cose che poi non si attuano – ha esordito con la forza della sua coerenza – C’è una frattura tra fede e vita». Ha poi snocciolato a braccio i numeri dell’ingiustizia e della prevaricazione violenta sui fronti della sperequazione delle ricchezze e su produzione e commercio di armi. Non ha ignorato l’attualità e non ha risparmiato i governanti vecchi e nuovi.
Sulla situazione in Libia ha sottolineato come gli accordi fatti a suo tempo abbiano «rinnegato» 800mila migranti ridotti in schiavitù. Ha criticato l’Europa per i 6 miliardi dati al dittatore turco Erdogan affinché blocchi la rotta balcanica. «E le navi respinte? – ha chiesto con forza – Dov’è la misericordia?».
Zanotelli ha anche accennato alla situazione di Napoli e di molte grandi città, criticando l’assenza dello Stato e prevedendo che ciò, in futuro, renderà impossibile vivere lì. Ha lanciato un appello ai giovani: «Dovete ripensare radicalmente tutto. Voi siete l’unico presente. La mia generazione sarà tra le più maledette. Guardate soprattutto all’emergenza ecologica. Così non c’è futuro. Voi ragazzi avete un ruolo fondamentale per salvare il pianeta».
Il missionario ha anche invitato a fare in modo che il cibo non vada sprecato, modificando il sistema economico-finanziario. «La Chiesa deve avere il coraggio di dire in faccia le cose a chi governa – ha concluso – Ma, attenzione, quando pensiamo di possedere la verità, cadiamo nel totalitarismo. Dobbiamo cercarla, invece, la verità».

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