Pagnotte riciclate e spesa low cost: così gli italiani affrontano la crisi

altColdiretti denuncia il calo dei consumi di pane e latte freschi

(g.a.) Da alimento base per la popolazione, il pane fresco sta diventando sempre più un prodotto di nicchia. È quanto emerge dalle analisi di Coldiretti che sono state esposte al 13° Forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione che si svolge tra ieri e oggi a Villa d’Este di Cernobbio. Dagli ultimi sondaggi, l’associazione dei coltivatori ha scoperto che solo il 2% degli italiani butta via il pane acquistato in giornata e non consumato e che il 47% degli intervistati preferisce

acquistare prodotti alimentari low cost. Questo significa che gli italiani, anche a causa della crisi economica, hanno cambiato il modo di fare la spesa preferendo mettere nel carrello prodotti a lunga conservazione, come per esempio cracker e grissini, e di minor qualità.
In occasione dell’evento è stata allestita una mostra dinamica del pane, dove è possibile conoscere i diversi tipi di pani prodotti nelle varie regioni d’Italia e scoprire alcune antiche ricette che permettono di dare una seconda vita al pane, anche a quello raffermo e secco.
Il motivo della scelta di un’area dedicata solo a questo tipo di alimento lo spiega Sara Paraluppi, agronomo di Coldiretti e coordinatrice del progetto “Campagna Amica”: «Il pane è un prodotto tipico della nostra tradizione enogastronomica e ogni regione ha un tipo di grano particolare che ha dato origine a tante varietà di pani». Questo prodotto, però, sta subendo una crisi dei consumi notevole proprio perché «è cambiato il tipo di alimentazione. Basta pensare – aggiunge l’esperta – che il pane viene tolto immediatamente nelle diete dimagranti, come se fosse il grande peccatore delle nostre tavole, quando invece basterebbe un suo consumo oculato». In netto calo anche l’utilizzo di latte fresco, al quale si preferisce quello a lunga conservazione. In Lombardia ci sono una decina di tipi di pane: il pane alla trigonella, composto con la farina di mais e dal caratteristico colore giallo, quello di Bergamo, il pane di segale della Valtellina, molto scuro e umido che può essere facilmente “riciclato” e gli sfilatini di Parabiago.
Nelle cucine italiane gli scarti sono diminuiti e il riciclo del pane sembra essere tornato in auge.
Dopo averlo congelato o sbriciolato per utilizzarlo in altre ricette, il pane trova posto nei nostri piatti. Ne sono un esempio i canederli del Trentino Alto Adige, grossi gnocchi composti di pane, latte, uova, speck, cipolla e prezzemolo, “cugini” dei nostrani capunsei, un altro tipo di gnocco di pane, erbe aromatiche, carne trita, impanato e di seguito lessato. C’è poi la panzanella, una pietanza rustica del Lazio composta da pane raffermo, pomodori, cetrioli, cipolla rossa, basilico, e condita con sale, pepe, aceto e olio.

Nella foto:
Pane protagonista al Forum di Coldiretti in corso fino a oggi a Cernobbio (Fkd)

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