Paini: «Dopo questo assordante silenzio, ecco la nostra rassegna»

Francesca Paini

«Dopo l’assordante silenzio dell’estate comasca, presentiamo “Bellezze interiori” : il 19 e 20 settembre organizziamo due giorni con 40 eventi e manifestazioni nei giardini privati di Como e Brunate per ricordarci la bellezza di stare insieme e godere della cultura nei suoi mille linguaggi, nel rispetto della salute di tutti, ovviamente». Così la Cooperativa sociale Tikvà, presieduta da Francesca Paini, annuncia la seconda edizione di “Bellezze interiori. I giardini segreti di Como”, festival che apre le porte di ville e palazzi del centro storico di Como svelandone tesori nascosti.
La prima edizione, tenutasi nel settembre 2019, ha totalizzato 1.300 ingressi e ha raccolto commenti entusiasti.
Ora il 19 e 20 settembre la nuova edizione, che si avvale del finanziamento della Fondazione provinciale della Comunità Comasca, della Camera di Commercio e di altri sponsor privati.
«La mia non voleva essere una polemica – commenta Francesca Paini – ma è una constatazione di fatto che questa estate, a Como, non sia successo niente. È però una semplificazione dire che la responsabilità è solo del Comune: è una responsabilità di tutti noi cittadini».
«Certo è indubbio – puntualizza la presidente – che il ruolo di organizzatore spetti al Comune, così come il mettere a disposizione le risorse. La nostra cooperativa ha avuto da Palazzo Cernezzi la disponibilità degli spazi (piazza Martinelli e il Cortile del Museo Giovio, dove si terranno reading di poesie e concerti di musica classica e funkie), attraverso il bando dedicato cui abbiamo partecipato, siamo però ancora in attesa di sapere se avremo o meno un contributo».
«Ci siamo assunti il rischio di impresa – conclude Francesca Paini – siamo andati avanti fiduciosi scegliendo di organizzare il Festival anche in assenza di risposta».
«Contiamo di raddoppiare i biglietti – commenta Domenico Peluso, coordinatore del progetto “Bellezze interiori” – e di totalizzare almeno 3mila visitatori».
«I rapporti con il Comune per quanto mi riguarda – prosegue – sono sempre stati sereni, lungaggini burocratiche a parte, ci ha patrocinato e ci dà la possibilità di usufruire degli spazi, ora dobbiamo però avere rassicurazioni in merito alla protezione civile e alle garanzie di sicurezza».
«Il format dell’evento – spiega ancora Peluso – prevede una gestione contingentata, inoltre ci saranno i numerosi studenti volontari dell’Enaip che agevoleranno gli ingressi. Siamo molto contenti di poter organizzare una fruizione culturale in presenza, ma senza creare assembramenti».
Insomma, a rianimare il fine estate della città di Como ci penseranno i cooperatori di Tikvà, che non si sono fatti scoraggiare dall’inerzia istituzionale. «È più facile criticare che fare» – chiosa saggiamente Domenico Peluso.

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