Palasampietro, Cantù è fuori. La protesta di volley e basket

Palasampietro Casnate con Bernate

Tempo scaduto. Cantù è fuori dal Palasampietro di Casnate con Bernate. Salvo un improbabile colpo di scena dell’ultimo minuto, il primo cittadino del paese di cintura, Fabio Bulgheroni, risponderà a breve al Comune di Como in modo affermativo riguardo il rinnovo triennale della gestione del palasport da 2mila posti, il più grande della provincia, inaugurato nel 1990 per ospitare i successi della Comense. La prossima settimana è già stata programmata una conferenza stampa per presentare l’accordo.
Una doccia gelata per due società sportive della Città del Mobile e per i loro oltre 500 tesserati. Tra questi non ci sono sportivi qualunque, ma anche giovani giocatori che hanno già vestito l’azzurro nella pallavolo e nel basket. Atleti semi-professionisti, come i pallavolisti del Pool Libertas Cantù, che sta disputando il suo settimo campionato in serie A2, la seconda serie nazionale. «Nell’ultima riunione in Comune, a Cantù – spiega amareggiato il presidente della Libertas, Ambrogio Molteni – una dirigente comunale ha detto che con il Parini chiuso avremmo potuto disputare il campionato sempre in trasferta. Ma con chi credono di parlare? Il nostro è un campionato nazionale, siamo stati a Catania, andiamo in Puglia… Lo trovo offensivo per chi si impegna da oltre trent’anni nello sport. Offensivo per i nostri giocatori, le loro famiglie e i tifosi che ci seguono».
«Per noi si tratta di un’emergenza palestre – ha aggiunto Antonio Munafò, presidente del Team Abc Cantù Progetto Giovani, società con 300 tesserati tra cui diversi talenti del basket nazionale – I lavori al Parini andavano fatti, ma non si può non trovare una soluzione».
Soluzione che Libertas e Progetto Giovani avevano messo sul tavolo del Comune, ovvero pagare due anni di affitto del Palasampietro con risorse proprie, oltre alle utenze, lasciando l’importo della terza annualità.
«Il Comune di Cantù – spiega il dirigente dell’Abc Progetto Giovani, Francesco Grasso – avrebbe messo 80mila euro, su due anni, intanto si sarebbe chiuso il cantiere del Parini. Era solo una soluzione transitoria. Invece dopo l’ultimo incontro hanno scritto alle amministrazioni vicine per chiedere delle palestre. Ma noi conosciamo bene la situazione. Già dobbiamo pietire spazi in giro per la provincia, tra Senna e Albate. La pallavolo va a Erba e Como. Qui si parla di squadre di vertice».
«Per fare la serie A2 serve un palazzetto da 1.000 posti – dice Molteni – Questo vuol dire farci chiudere. Non c’è stata la volontà politica di affrontare la questione, da ottobre a oggi. Abbiamo fatto riunioni, sopralluoghi al Palasampietro con rappresentanti della giunta di Cantù. Nell’ultimo incontro del 6 marzo c’erano quattro assessori: Sofia Guanziroli, Edgardo Arosio, Natalia Cattini e Antonio Metrangolo, oltre a tre dirigenti comunali. La questione non è stata neppure portata in giunta. Visto che questa giunta risponde a una maggioranza in consiglio comunale, vorrei sapere se i partiti di maggioranza sono d’accordo nel fare sparire due società sportive con 500 atleti», conclude Molteni.

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