Palazzo Cernezzi chiede di rivedere l’accordo sul S.Anna. Ieri il voto in giunta

Parcheggio Sant'Anna

Dopo la Provincia, anche il Comune di Como decide di chiedere la revisione dell’accordo di programma sull’ospedale Sant’Anna. E dà mandato al sindaco Mario Landriscina di sollecitare la convocazione del collegio di vigilanza, «al fine di procedere alla verifica puntuale dello stato di attuazione» dello stesso accordo.
La proposta, portata in giunta dall’assessore Marco Butti, è stata approvata ieri pomeriggio all’unanimità. Un voto che deve far riflettere soprattutto il sindaco di San Fermo della Battaglia, Pierluigi Mascetti, già candidato presidente a Villa Saporiti del centrodestra, e a questo punto sempre più solo nella difesa di un testo che – in tutta evidenza – nessuno giudica più sostenibile.
Nella delibera di indirizzo dell’esecutivo di Palazzo Cernezzi si legge: «Con il passare del tempo si sono cristallizzate alcune situazioni che hanno determinato un evidente squilibrio nelle posizioni delle parti aderenti all’accordo e tra i temi è emerso quello della gestione dei parcheggi del nuovo ospedale».
È del tutto chiaro come la pietra dello scandalo sia il milione di euro incassato ogni anno dal Comune di San Fermo. Soldi che costituiscono da un lato un vantaggio sproporzionato e, dall’altro lato, un danno soprattutto per l’utenza. Pazienti e familiari di chi utilizza l’ospedale sono costretti a pagare tariffe molto elevate. Molto più di tanti altri ospedali della regione, così come ha dimostrato anche una recente inchiesta del Corriere di Como.
Le ragioni per la revisione dell’intesa sono in realtà molteplici. E alcune anche di natura amministrativa e legale. Tuttavia, la questione è diventata soprattutto politica da quando il Partito Democratico, due anni fa, iniziò la raccolta di firme in calce a una petizione sul parcheggio dell’ospedale.
Migliaia di comaschi hanno sottoscritto quella richiesta di revisione dell’accordo, avanzata ovviamente con l’obiettivo di ridurre le tariffe ma anche con l’intento di riversare i fondi oggi destinati alle sole casse del Comune di San Fermo in attività e strutture sanitarie.

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