Pallacanestro Cantù, trattative febbrili. Stretta finale per l’organigramma del club

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Ancora poche ore e dovrebbe essere ufficializzato l’organigramma della Pallacanestro Cantù. Sono momenti di trattative febbrili per i dirigenti di Tutti insieme Cantù, l’associazione che ha acquisito il club da Dmitry Gerasimenko.
In questa fase si sta cercando la forma giuridica migliore per creare il consorzio tra gli imprenditori e i professionisti che hanno deciso di supportare il club nel suo cammino. A tutti è stato chiesto un impegno di almeno tre anni.
Oggi sono attese le risposte di potenziali importanti partner, poi il gruppo dirigenziale tirerà le somme. A fronte di eventuali riscontri positivi bisognerà capire se questi interlocutori vorranno intervenire a livello di consiglio d’amministrazione, quindi con un ingresso diretto. Un appoggio limitato alla semplice sponsorizzazione non comporterebbe ovviamente l’entrata nel Cda stesso.
Alla fine, appunto, si dovrà prendere una decisione per formare il consiglio che poi eleggerà il presidente. Da tempo ci sono due certezze, la nomina di Andrea Mauri ad amministratore delegato e il fatto che il nome di Roberto Allievi metterebbe d’accordo tutti sul ruolo di numero uno.
Un nome istituzionale, nel solco della tradizione a cui la nuova dirigenza si richiama, visto che suo padre Aldo è stato il numero uno del club negli anni più belli, quando Cantù ha conquistato tutto quello che c’era da vincere nel Nostro Paese e a livello internazionale.
Ma lo stesso Allievi ha più volte ribadito di non essere intenzionato, per una serie di motivi, a ricoprire la carica di presidente. Magari potrebbe cambiare idea con un consiglio molto allargato, quindi con una larga condivisione delle responsabilità gestionali. Chi gli ha parlato anche nelle ultime ore lo ha comunque trovato non disposto a diventare numero uno della Pallacanestro Cantù. L’ipotesi più probabile è che si debba quindi trovare un’altra figura.
La ricerca di imprenditori disponibili a dare una mano ha registrato nel complesso una buona disponibilità. Ma trapela anche un po’ di delusione per un cospicuo numero di persone che avevano sempre dichiarato la loro indisponibilità a dare una mano per la presenza di Dmitry Gerasimenko e che ora, appellandosi prevalentemente alla congiuntura economica sfavorevole, hanno comunque risposto con un secco «no».
Queste ore serviranno dunque ad avere una prima lista che poi sarà valutata (non va dimenticato) con Ylenja Lucaselli, l’imprenditrice che ha dato la sua disponibilità a collaborare – ha appena incontrato Mauri – ma che vuole vedere il territorio partecipe del progetto.

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