Pandemia, così ha resistito il sistema cultura di Chiasso

Max Museo Chiasso

Oltre frontiera il modello del “Centro culturale” gestito dal municipio di Chiasso, dati alla mano – il Rapporto di attività 2020 è stato appena presentato – fa capire che integrando energie e sforzi si può sostenere anche l’urto di un anno particolarmente difficile come quello della pandemia. I lunghi mesi di chiusura cui hanno dovuto far fronte il Cinema Teatro, il Max Museo, lo Spazio Officina e la Biblioteca comunale (ossia i quattro poli del centro) hanno scompaginato le statistiche. «Malgrado ciò il 2020, declinato attorno al tema conduttore “Confine”, sarà ricordato dal Centro – si legge nel rapporto – non solo come un periodo molto critico, ma anche come la fucina di nuove iniziative». Anche per mantenere il contatto con il pubblico sia pure in forme alternative. Ottica in cui va considerato il freddo numero che consegna ai posteri un drastico calo dei fruitori: 12.422, contro gli oltre 40.000 di media annua dei periodi precedenti.
Il Cinema Teatro si è aperto ad esempio all’offerta online (sia con materiali d’archivio sia con lo streaming) e aprendosi poi agli spettacoli all’aperto all’esterno del teatro, in una cornice molto suggestiva e molto apprezzata dagli spettatori. Anche il Max ha subito mesi di chiusura ma ha pure proposto due mostre, Marcello Dudovich (1878- 1962) fotografia fra arte e passione e Alberto Giacometti (1901-1966) grafica al confine fra arte e pensiero, totalizzando complessivamente 5.716 visitatori. Nel caso della mostra dedicata a Marcello Dudovich, la stessa è stata oggetto di un “progetto integrato” con il Museo Storico e il Parco del Castello di Miramare a Trieste, secondo una modalità di sinergia ormai consolidata per il museo chiassese. In quest’ottica, malgrado le difficoltà subite nel 2020, il museo ha ulteriormente allargato le partnership con enti e istituzioni museali a livello internazionale. Compresa una realtà comasca come il Museo Villa Bernasconi di Cernobbio. E a ulteriore riprova della necessità di lavorare in sinergia per ottimizzare costi e ridurre gli sforzi il Max è stato fondatore nel 2020 con altri quattro soggetti della rete “Musei d’arte del Mendrisiotto”.

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