Paolo VI e l’arte Dialogo fecondo

Domani in Biblioteca
L’artista come «creatore», che rende visibile il trascendente ed è «custode della bellezza nel mondo». Beato dal 19 ottobre scorso, Paolo VI volle che la Chiesa si avvicinasse all’arte contemporanea, cui fece dedicare una sezione dei Musei Vaticani, nel 1973. Amico, tra gli altri, di artisti come Severini, Chagall e Rouault, tentò in prima persona di “ricucire” lo strappo consumato negli ultimi secoli tra la Chiesa e il mondo artistico: «Dobbiamo ritornare alleati», disse nel celebre “Discorso agli artisti” nella Cappella Sistina il 7 maggio 1964. Attraverso la proiezione di immagini di artisti del Novecento, domani alle 21 a Como, a cura del centro culturale “Paolo VI”, la Biblioteca comunale di piazzetta Venosto Lucati 1 ospiterà un incontro con Cecilia De Carli, docente di Storia dell’arte contemporanea dell’Università Cattolica Sacro Cuore di Milano. Il tema sarà proprio lo stretto legame tra il mondo dell’arte e la “spiritualità” che l’uomo porta dentro di sé. Ingresso libero.

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