Paratie gonfiabili, Arona ci crede. Fronte anti-rifiuti rapido e “low cost”

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Lucini: «Ma le barriere di Lugano non sono come le nostre»
(f.bar.) Una macchina organizzativa oliata alla perfezione. Le previsioni meteo, tempestive ed efficaci, hanno annunciato l’arrivo dell’inevitabile esondazione con il dovuto anticipo. E così, in una mattinata di lavoro è stato posizionato un lungo fronte di paratie gonfiabili.
Non siamo in piazza Cavour a Como, ma ad Arona, in provincia di Novara, alle prese con l’esondazione del Lago Maggiore. «È stato un lavoro di squadra rapido ed efficace – racconta il sindaco di Arona, Alberto

Gusmeroli – Non appena abbiamo avuto conferma della piena imminente, abbiamo allertato gli organi competenti e contattato la Protezione civile. Sono infatti loro ad avere a disposizione, nei magazzini, le paratie gonfiabili che abbiamo utilizzato. Sono state acquistate, a basso prezzo, parecchi anni fa proprio per far fronte a emergenze simili», dice il sindaco.
E, in poco tempo, si è creato l’argine artificiale. «In una mattinata è nato un fronte lungo 600 metri. Le barriere sono state posizionate e gonfiate in poche ore. Le abbiamo poi ancorate a terra con blocchi di cemento – aggiunge il sindaco – Si tratta di una barriera protettiva, fondamentale soprattutto per fermare i detriti, principale causa di danni per le attività commerciali. Nel 2000, infatti, quando ci fu l’ultima esondazione, furono proprio i rifiuti trascinati dal lago a distruggere le vetrine. Il sistema, oltre a creare una palizzata, permette anche di arrestare, ovviamente entro certi limiti, l’acqua. Anche se, fortunatamente, il livello non si è alzato così tanto. Si può installare un fronte protettivo lungo fino a un chilometro e mezzo», continua Gusmeroli.
«E la spesa è assolutamente irrisoria. Abbiamo solo dovuto pagare la ditta incaricata di posizionare i blocchi di cemento e la benzina per il trasporto delle paratie dal deposito della Protezione civile al fronte lago. Non avendo usato tutti i moduli gonfiabili a disposizione, alcuni li ho dati al sindaco di un paese confinante che ne aveva bisogno», conclude il primo cittadino.
E così ieri mattina alle 13.30 sono iniziate le operazioni di pulizia dai detriti bloccati dalle paratie e «oggi alle 15.30 (ieri, ndr) i negozi riapriranno tranquillamente senza aver subito danni», conclude il sindaco.
Situazione analoga anche sul lungolago di Lugano, dove sono comparsi, sempre per arginare l’acqua, salsicciotti contenitivi di colore giallo. «Il Comune li possiede da diversi anni – interviene Lorenzo Quadri, a capo dell’area Turismo del Comune di Lugano – quindi non ho idea del costo anche se non si tratta sicuramente di una cifra elevata. E stanno funzionando a dovere».
In questo caso, i moduli protettivi possono essere riempiti sia d’aria che di acqua e la ditta estera che li propone li vende, in base all’altezza della paratia, a prezzi che oscillano da 3.900 franchi per 15 metri di protezione alta 40 centimetri a 6.900 franchi per un fronte di 10 metri alto 100 centimetri.
Sempre ieri, su queste particolari protezioni si è espresso anche il sindaco di Como, Mario Lucini. «Ho visto le barriere di Lugano, ma si tratta di elementi sostitutivi dei sacchi di sabbia, non delle paratie vere e proprie, che nel progetto per il lungolago possono fermare l’acqua fino a oltre 2 metri».
Circa un anno fa anche a Como si parlò di paratie gonfiabili da posizionare sul lungolago. Ma il Comune, alla fine, decise di non affidarsi a questa soluzione.

Nella foto:
Rientro lento
Piazza Cavour ieri, ancora invasa dall’acqua del lago. (fotoservizio Mv)

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