Paratie, si allungano tempi e costi. Bando di gara soltanto a giugno: serviranno altri 900mila euro

Como Cantiere paratie

Il progetto che slitta di tre mesi e i costi che aumentano di altri 900mila euro. Anche la Regione sembra arrendersi di fronte alla maledizione delle paratie. Non alza ancora bandiera bianca – non potrebbe nemmeno, in realtà – ma è costretta a prendere tempo. E a trovare giustificazioni per un ritardo che adesso comincia a diventare preoccupante.
Le cattive notizie sullo stato dell’arte del lungolago di Como sono giunte nel modo meno consueto e atteso: attraverso un filmato di 6 minuti inviato via mail alle redazioni dei giornali e postato anche su YouTube.
Un dialogo tra l’assessore regionale Massimo Sertori e il sottosegretario alla presidenza della Lombardia, Fabrizio Turba. Entrambi leghisti, entrambi in evidente imbarazzo nel dover comunicare l’ennesimo slittamento di un cantiere la cui riapertura era stata promessa in tempi brevi ormai due anni e mezzo fa da Roberto Maroni.
Nel video in cui Sertori e Turba si raccontano come stanno le cose, l’atmosfera è un po’ sospesa e la discussione un tantino surreale.
La sostanza, invece, molto chiara. «È arrivato l’ultimo aggiornamento del progetto che comunque è in progress – dice nelle battute iniziali l’assessore Sertori – Ci sono stati passaggi importanti, la conferenza dei servizi è conclusa e sono state recepite alcune osservazioni. Questo, inevitabilmente, ha aumentato alcuni costi. Non cifre incredibili ma da 15 milioni siano andati a 15 milioni e 900mila euro».
A novembre dello scorso anno, in un’affollata conferenza pubblica in Biblioteca, lo stesso Sertori aveva dichiarato praticamente chiusa la fase progettuale. Nuovi costi pari al 6% del totale non sembrano in realtà poca cosa. Sarebbe interessante capire da che cosa dipenda questo aggiustamento delle previsioni di spesa, ma nel filmato non vengono date spiegazioni nel dettaglio.
Quando Turba chiede al collega di partito «su quali problematiche» si siano appuntati i maggiori costi, la risposta di Sertori è generica. «Ci sono alcune osservazioni recepite dalla conferenza dei servizi. L’Iva, ad esempio, è passata dal 20 al 22%».
Strano, perché l’aumento cui si riferisce l’assessore è del 2013. «Poi – prosegue Sertori – l’accantieramento che abbiamo chiesto, il meno invasivo possibile anche da un punto di vista della visibilità durante i lavori, ha comportato la revisione del piano di sicurezza e quindi tutta una serie di altri aumenti. Abbiamo anche fatto alcuni adeguamenti prezzi al 2019. E nel totale sono usciti questi 900mila euro in più».
Cifra, insiste Sertori, «che non è una cosa grandissima». Quindi la rassicurazione: «Adesso il progetto è definitivo, chiuso e già in fase di validazione. A meno di sorprese, ma non ne intravvediamo, a giugno saremo in grado di andare in gara».
A giugno. Quattro mesi dopo quanto annunciato a novembre, quando si era parlato di bando da pubblicare entro febbraio 2019. «Certo, girano le scatole che siamo in ritardo di due o tre mesi – confessa Sertori a Turba – ma credo che anche per voi comaschi, che avete aspettato tanto, un ritardo di due o tre mesi sia una cosa quantomeno accettabile». Se lo dice lei, assessore.

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