Parcheggi blu illegittimi in viale Varese. Il giudice “condanna” Palazzo Cernezzi

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Viabilità e sentenze
La clamorosa decisione presa sul ricorso di un cittadino multato
Parcheggi blu illegittimi. E il Comune di Como viene condannato a risarcire un automobilista.

 La sentenza, pronunciata a fine novembre dal giudice di pace Dina Bianchi, potrebbe creare un precedente insidioso per Palazzo Cernezzi e rischia di incidere pesantemente sulle casse comunali.

 

Ecco la storia: nell’ottobre 2013 un automobilista, dopo aver cercato invano un posto in viale Varese, lascia l’auto in uno stallo blu senza pagare la tariffa prevista.
Al suo ritorno trova la multa della polizia locale ma, invece di pagarla, decide di fare ricorso. E si affida a Mario Lavatelli, avvocato e presidente di Acus, l’Associazione Civica Utenti della Strada. Nel ricorso viene richiamata la delibera di giunta del 1995 con cui il Comune definì il territorio cittadino di «particolare rilevanza urbanistica», escamotage per derogare le prescrizioni del Codice della Strada su una presenza equilibrata tra strisce blu e strisce bianche. Una delibera alla base pure del provvedimento 2013 con cui la giunta Lucini, nel 2013, ha eliminato centinaia di posti bianchi (compresi quelli nel tratto finale di viale Varese). 

 

E così, vista l’assenza, di un adeguato numero di parcheggi gratuiti in prossimità delle zona a pagamento, il Comune è stato condannato.
«È una decisione molto importante. Innanzitutto, conferma quanto stiamo domandando da tempo, ovvero la revisione dell’intero sistema parcheggi della città – dice Lavatelli – Inoltre, l’ordinanza con cui si prevede che un’area sia di particolare rilevanza urbanistica dev’essere motivata. Cosa che non è mai accaduta». Nel dispositivo della sentenza, in effetti, si legge come la mancanza «nelle immediate vicinanze di viale Varese di aree destinate a libero parcheggio», comporti l’illegittimità della delibera del ’95 (poi richiamata nel 2013) in quanto «viziata da eccesso di potere per causa falsa e difetto di istruttoria di motivazione».
Mancano, dunque, le ragioni alla base della trasformazione della città in area «di particolare rilevanza urbanistica». Di fatto, questa decisione «dichiara illegittimi – dice l’avvocato Lavatelli – i parcometri installati in città. Chiunque, a questo punto, potrà presentare ricorso contro la multa ricevuta per non aver pagato la sosta». Anzi, prosegue il legale lariano, «invitiamo a non pagare e ad affidarsi ad Acus. Siamo pronti a fornire assistenza».
«Sono soddisfatto del risultato ottenuto – dice a sua volta il ricorrente, Roberto Bordoni – Il risarcimento (più di 400 euro) andrà all’Acus, di cui sono membro, per sostenere simili iniziative».

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
La sentenza è stata pronunciata qualche giorno fa dal giudice di pace di Como

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